Camera per ricchi. L'accordo prematrimoniale è d'élite e porta sfiga: ecco gli esempi

16 marzo 2016 ore 12:27, Adriano Scianca
Camera per ricchi. L'accordo prematrimoniale è d'élite e porta sfiga: ecco gli esempi
Dopo essersi battuto molto per legalizzare di soppiatto l'utero in affitto, pratica da decine, se non centinaia di migliaia di euro, il Pd punta a un'altra legge per minoranze abbienti spacciata per norma di interesse generale. Parliamo della possibile introduzione anche in Italia del contratto prematrimoniale, reso famoso dai molteplici casi in quel di Hollywood (e non certo nei ghetti di Los Angeles: chi metterebbe in mezzo gli avvocati per stabilire come spartirsi patrimoni inferiori alle parcelle dei suddetti legali?). In pratica, prima di convolare a giuste nozze, ci si potrà vedere da un notaio per regolare in anticipo le clausole dell'ipotetica separazione. Per Alessia Morani, che ha presentato la proposta, questa possibilità potrebbe avvicinare al matrimonio tante coppie preoccupate da una rottura burrascosa ed esosa economicamente: “I patti chiari fanno matrimoni più felici”, ha spiegato la parlamentare Pd. Ma, per l'appunto, si tratta di tutele che hanno un senso (se ce l'hanno) nel caso in cui a sposarsi siano due vip, o comunque due persone con conti in banca “pesanti”. I comuni mortali gradirebbero forse che il Parlamento pensasse a misure concrete per aumentare i loro patrimoni, almeno fino alla soglia di sopravvivenza, anziché inventarsi fantasiosi modi per spartirsi redditi inesistenti. 

È poi bizzarra l'idea che per favorire i matrimoni si debba iniziare a sposarsi con in testa già la fine dell'unione. È come giocare una finale di Champions e preparare in anticipo gli striscioni con scritto “Grazie lo stesso”. Logico che con questo spirito in campo si perda. Più in generale, si tratta dell'ennesima deriva verso una stile di vita americano. È infatti proprio negli States che i “love contracts” sono un'abitudine ormai consolidata. Per il contratto prematrimoniale fra Aristotele Onassis e Jacqueline Kennedy l'avvocato ci mise un anno a buttar giù tutte le clausole. Sandra Bullock pose pesanti condizioni al marito Jesse James, temendone l'infedeltà, mentre Nicole Kidman ha fatto lo stesso con il cantante Keith Urban, ma riguardo all'uso di droga. Robbie Williams e Ayda Field si sono garantiti 2 milioni di sterline per ogni anno passato insieme: secondo il loro accordo prematrimoniale, chi sgarra, li deve versare all'altra parte. Justin Timberlake, pizzicato con ben due ballerine del suo tour, ha pagato la penale di  500mila dollari prevista dal suo accordo con l'ex moglie. Nonostante non si siano sposati, Ben Afflek e Jennifer Lopez avevano anche loro una clausola prematrimoniale che prevedeva almeno 4 rapporti sessuali alla settimana. Più modesta, la signora Zuckerberg ha fatto mettere nero su bianco che il fondatore di Facebook debba darle un'ora d'amore alla settimana. La maggior parte di questi esempi di matrimoni celebri, peraltro, sono ben presto naufragati. Che l'accordo porti sfortuna?
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