Migranti, Francesco cita Geremia per "aprire" i cuori dei governanti

16 marzo 2016 ore 12:28, Americo Mascarucci
"A me piace tanto quando vedo le nazioni, i governanti, che aprono il cuore e le porte ai migranti". 
Lo ha detto Papa Francesco oggi parlando alle 20mila persone presenti in piazza san Pietro per l’udienza generale.
"Quanti fratelli stanno vivendo una reale e drammatica situazione di esilio, lontani dalla loro patria, con negli occhi ancora le macerie delle loro case, la paura e spesso, purtroppo, il dolore per la perdita delle persone care – ha detto Francesco -  Anche noi viviamo una sorta di esilio quando la sofferenza e la morte ci fanno pensare di essere stati abbandonati da Dio: quante volte abbiamo sentito questa parola, 'Dio si è allontanato da me', tante volte le persone che soffrono si sentono abbandonate". 
"Geremia – ha detto Francesco riferendosi alla lettera del giorno  - si rivolge agli israeliti che sono stati deportati in terra straniera e preannuncia il ritorno in patria. Questo rientro è segno dell’amore infinito di Dio Padre che non abbandona i suoi figli, ma se ne prende cura e li salva.
L’esilio era stata un’esperienza devastante per Israele. La fede aveva vacillato perché in terra straniera, senza il tempio, senza il culto, dopo aver visto il paese distrutto, era difficile continuare a credere alla bontà del Signore". 

Migranti, Francesco cita Geremia per 'aprire' i cuori dei governanti
"Anche noi – ha aggiunto il Papa - possiamo vivere a volte una sorta di esilio, quando la solitudine, la sofferenza, la morte ci fanno pensare di essere stati abbandonati da Dio. Tante volte persone che soffrono e si sentono abbandonate. E quanti nostri fratelli invece stanno vivendo in questo tempo una reale e drammatica situazione di esilio, lontani dalla loro patria, con negli occhi ancora le macerie delle loro case, nel cuore la paura e spesso, purtroppo, il dolore per la perdita di persone care! In questi casi uno può chiedersi: dove è Dio? Come è possibile che tanta sofferenza possa abbattersi su uomini, donne e bambini innocenti? E quando cercano di entrare da qualche altra parte gli chiudono la porta. E sono lì, al confine, perché tante porte e tanti cuori sono chiusi. I migranti di oggi che soffrono all'aperto, senza cibo e non possono entrare, non sentono l’accoglienza. A me piace tanto vedere - ha concluso - le nazioni, i governanti, che aprono il cuore e aprono le porte!". 


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