Roma, Rampelli (FdI): “Le gaffe di Bertolaso, Salvini e un ticket sul piatto: vi racconto tutto"

16 marzo 2016 ore 16:21, Lucia Bigozzi
“Dalla Meloni un atto d’amore per Roma”. “Se Salvini non converge su Bertolaso, bisogna farsene una ragione”. Salvini punta alla leadership di Berlusconi? “Scenario credibile, per questo abbiamo detto stop ai bisticci tra Berlusconi e Salvini mettendo in campo la leader nazionale del primo partito a Roma”. “In Campidoglio vedrei bene un ticket Meloni-Bertolaso”. Quattro flash del ragionamento di Fabio Rampelli, capogruppo di FdI a Montecitorio che nella conversazione con Intelligonews analizza i perché della corsa di Giorgia Meloni al Campidoglio. 

Giorgia Meloni in corsa per il Campidoglio. Candidatura un po’ tardiva? C’è chi dice che sia fatta per perdere. Cosa risponde? 

«Non è una candidatura tardiva. Intanto mancano ancora tre mesi al voto e ci sono tutte le condizioni e le possibilità di sviluppare le potenzialità della candidatura di Giorgia. Aggiungo che si è trattato di una decisione molto meditata perché noi non siamo dei ‘quaquaraquà’ e abbiamo sempre detto che per noi la priorità era l’unità della coalizione. Giorgia, correttamente ha detto subito di preferire una gravidanza serena senza particolari stress e ha sollecitato Berlusconi e Salvini a individuare un accordo su un candidato forte e con un buon profilo al quale anche noi ci saremmo allineati. Questa candidatura è stata messa in campo con Guido Bertolaso e per quanto noi abbiamo fatto di tutto per sostenerlo, compreso l’impegno dei nostri militanti alle ‘gazebarie’, nessuno oggi può permettersi di dire che noi siamo stati sleali con lui»

Ma cosa è cambiato? 

«Se Salvini non converge sulla candidatura di Bertolaso bisogna farsene una ragione. La Meloni da subito ha detto di preferire candidature condivise e di essere disponibile come extrema ratio se questo avesse potuto aiutare il centrodestra e oggi evidentemente siamo a questo»

Sì ma il risultato è che la coalizione ha due candidati a sindaco. Quanto fa male al centrodestra ciò che è successo?

«Non c’era un’alternativa. Se fosse rimasto in piedi lo schema Bertolaso, comunque la coalizione sarebbe stata divisa. Invece, mettendo in campo il leader nazionale del partito più forte a Roma, abbiamo pensato di poter fare e dare il massimo per la nostra città dopo essere stati a guardare e aver invocato a più riprese un accordo tra Berlusconi e Salvini che non è arrivato. Più che mettere in campo un leader e per di più incinta cosa dovevamo fare? Mi pare che oggi è stato testimoniato un grande atto di amore per Roma. Ci auguriamo che anche gli altri siano altrettanto capaci di atti d’amore come questo»

A Intelligonews Lara Comi (Fi) dice che la colpa di tutto è di Salvini e che il suo vero obiettivo non è Bertolaso quanto la leadership di Berlusconi. Condivide?

«È uno scenario credibile quello della Comi. Ed è una ulteriore ragione per la quale noi non ci stiamo ad assistere ai bisticci tra Berlusconi e Salvini su Roma che è la capitale d’Italia e la capitale della cristianità: lo sa mezzo mondo ma si finge di non saperlo. Roma non può diventare il teatro di guerra della competizione tra Salvini e Berlusconi per la leadership del centrodestra. Noi siamo romani ma se anche non lo fossimo, invitiamo tutti gli attori di questa scena a rendersi conto che devono compiere un atto di responsabilità. Mi pare evidente che se la coalizione non è unita sulla battaglia per Roma, vuol dire che a livello nazionale non esiste più»

Scenario: se al ballottaggio andasse Bertolaso, fareste convergere su di lui i vostri voti? E in cambio di cosa?

«Mi sembra una domanda un po’ troppo in avanti dal punto di vista temporale: ci auguriamo che dopo l’appello della Meloni il quadro del centrodestra su Roma si possa ricomporre, magari nei prossimi giorni. Diversamente da altri, riteniamo che Bertolaso sia una persone con una levatura e caratteristiche compatibili con quelli della Meloni; il problema è che Guido è molto abile come uomo del fare e quindi è preziosissimo per le condizioni in cui versa Roma; ma alcune sue dichiarazioni – dai nomadi vessati, a Giachetti passando per il ‘non ho mai votato Berlusconi’ e in ultimo quella sulle mamme – forse rilevano che non ha molta dimestichezza con la comunicazione».

Lei immagina un ticket Meloni-Bertolaso? 

«Sarebbe più opportuno un ticket con la Meloni perché il sindaco della capitale d’Italia ha ruoli e un livello di importanza pari a quello del presidente del Consiglio. Penso che Bertolaso potrebbe avere una funzione connaturata alle sue capacità operative e su questo fare la differenza per rilanciare la città»

Ma la Comi sostiene che la mossa di Salvini sia anche per “bruciare” la Meloni. E’ così? 

«Mi pare una ricostruzione leggermente tendenziosa. Alla Comi vorrei ricordare che sia Rutelli che Veltroni dalla loro posizione di sindaci di Roma hanno poi fatto i candidati alla presidenza del Consiglio; quindi se Salvini intendesse costruire una trappola per la Meloni, sarebbe poco credibile. Quindi, o sbaglia la Comi o sbaglia Salvini»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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