Verso l'accordo tra Ue e Turchia sui migranti. E arriva anche la "strigliata" all'Italia

16 marzo 2016 ore 17:02, Lucia Bigozzi
L’Europa gira attorno a un numero: 106mila ricollocamenti entro settembre 2017. Il che significa ricollocare almeno 5.679 migranti al mese; 187 al giorno. Un calcolo in base al quale la Commissione Ue stima che 6000 ricollocamenti debbano essere eseguiti entro il 16 aprile e che almeno 20mila devono essere completati entro il 16 maggio. Così nella comunicazione Ue pubblicata oggi. Presentando la comunicazione, il primo vicepresidente Frans Timmermans serve sul piatto alcune raccomandazioni: intanto dice chde “non ci saranno rimpatri a tappeto e respingimenti. L'accordo con la Turchia rispetterà il diritto Ue e la legge internazionale”. La priorità è la seguente: “L'ultima cosa che vogliamo è che Idomeni diventi la regola”. Timmermans ha poi spiegato che l’accordo tra Ue e Turchia consentirà di non voltare “le spalle ai profughi”. Inoltre “la liberalizzazione dei visti per la Turchia resta soggetta a condizioni, non ci sono scorciatoie, la Turchia deve fare sforzi entro fine aprile per rispettare la scadenza di giugno”.

Verso l'accordo tra Ue e Turchia sui migranti. E arriva anche la 'strigliata' all'Italia
E se l’Ue assicura che “non ci saranno rimpatri a tappeto e respingimenti” dopo la “strigliata” alla Turchia, passa a un’analoga sollecitazione tutta rivolta all’Italia che deve aumentare “con urgenza” i posti disponibili nei “centri di detenzione” (Cie, Centri di Identificazione ed Espulsione) per i migranti irregolari. La Commissione europea è chiara: “I posti disponibili nei centri di detenzione (Cie) - si legge nella comunicazione - sono stati ulteriormente ridotti dall'Italia a 271 (al 9 marzo 2016, con la maggioranza dei posti riservati a persone di sesso femminile), contro i 1.248 posti previsti nella roadmap italiana. Le autorità italiane dovrebbero rimediare a questa carenza considerandola questione della massima urgenza ed aumentare, invece di diminuire, il numero di posti disponibili, nell'ottica di impedire ai migranti irregolari di nascondersi e di spostarsi in altri Stati membri in maniera irregolare. Questi piani sono attualmente in corso di sviluppo”. Infine un numero altrettanto importante lo fornisce l’Unhcr che col proseguire del flusso di migranti, stima che “oltre 100mila persone potrebbero essere bloccate in Grecia entro un anno”. Ragion per cui, si chiede di accelerare sui ricollocamenti da Grecia e Italia. Finora sono stati solo 937 sui 106mila da completare entro settembre 2017. Ultima annotazione: ad oggi l'Ungheria non ha offerto alcun posto per l'accoglienza, inoltre Budapest e Bratislava hanno presentato un'azione alla Corte Ue.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]