Affido bimba a coppia gay: ecco perchè no. Le voci più forti

16 novembre 2013 ore 15:18, Marta Moriconi
Affido bimba a coppia gay: ecco perchè no. Le voci più forti
"Fratelli d'Italia presenterà un'interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia Cancellieri per chiedere conto della decisione del Tribunale di Bologna di affidare una bambina di 3 anni ad una coppia omosessuale di uomini di mezza età. Vogliamo una risposta dell'Esecutivo su quella che appare più una scelta ideologica che una decisione presa nel rispetto della legge italiana, del buon senso e dei diritti del minore". Lo scrive in una nota il presidente dei deputati di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. Ed è la presa di posizione più dura, oltre che propositiva, contro questa vicenda, che viene considerata già un primo passo e un'apertura alle adozioni gay. Carlo Giovanardi spiega meglio: "Nella vicenda dell'affido di una bimba di soli 3 anni, già evidentemente vittima di una situazione familiare difficile, ad una coppia di gay, colpisce il disprezzo che servizi sociali e magistrati minorili dimostrano verso il diritto di quel minore ad avere sia pure temporaneamente il riferimento ad una famiglia con un padre ed una madre".

Della stessa opinione la collega, Eugenia Roccella, che ancora più chiara invia un messaggio contro il pericolo di strumentalizzazione di questa vicenda: “Non usare quest’affido  per pressioni su politica”.

E anche la Lega alza la voce. Massimo Bitonci afferma con fermezza che "i giudici hanno sbagliato e fatto una cosa grave". I cattolicissimi deputati di Scelta Civica, Gian Luigi Gigli e Mario Sberna, si sono offerti come genitori: “Evidentemente mancavano famiglie vere cui affidare la piccola. Se davvero è  così, per aiutarla a crescere serenamente mettiamo a disposizione le nostre rispettive famiglie, in ognuna delle quali potrà trovare una madre, un padre e cinque fratelli con cui giocare”. Ma non solo la politica attacca la decisione del Tribunale in questione. E' il caso di Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori,  che considera “questo dispositivo antitetico alle conquiste fatte nel nostro Paese in tema di tutela dei minori. Pertanto ci diciamo contrari alla decisione del Tribunale di Bologna e lavoreremo per il ricentraggio del diritto dei minori e non dell'egoismo adulto".  
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