Il vero saldo Tasi 2015: come calcolarlo

16 novembre 2015 ore 10:16, Luca Lippi
Il vero saldo Tasi 2015: come calcolarlo
Ci siamo, il 16 dicembre gli italiani sono chiamati a versare il saldo della Tasi per il 2015, ultima volta al momento per quanto riguarda le prime case giacché nel ddl Stabilità è prevista la cancellazione del balzello dal 2016, tuttavia non è scevra di difficoltà giacché le aliquote comunali definitive che i comuni avrebbero dovuto approvare entro il 30 luglio non sono ancora disponibili da parte di tutte le amministrazioni comunali. Quindi possiamo sicuramente dare indicazioni su come si calcola il saldo Tasi 2015 dovendo però sottolineare che, in molti Comuni regna la confusione su quali aliquote usare.
 
Chi deve pagare: sicuramente tutti quelli che hanno pagato l’acconto del 2015. Poiché si è generata confusione fra le persone meno attente, ricordiamo che la Legge di stabilità elimina il pagamento solamente a partire dal prossimo anno (2016) e che quindi quella del 16 dicembre è semplicemente la seconda rata (saldo) relativa al 2015 e quindi non può avere alcuna relazione con l’esenzione prevista dal ddl Stabilità. Le regole per il pagamento sono le medesime si paga su tutti gli immobili (fabbricati e aree edificabili), ma non sui terreni agricoli. Gli affittuari devono pagare una quota della tassa stabilita dal Comune (può variare fra il 10 e il 30%). Se la delibera comunale non indica nulla, l’inquilino è tenuto a versare il 10% della Tasi. In caso d’inadempienza da parte dell’occupante, il proprietario non sarà chiamato a risponderne. Per gli inquilini, infine, scatta l’esenzione totale se il contratto ha una durata inferiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare. Ai fini del calcolo della tasi si devono assimilare le pertinenze (magazzini e locali di deposito C/2, box auto, rimesse, stalle e scuderie C/6, tettoie chiuse o aperte C/7).
 
Calcolo della base imponibile: è il medesimo utilizzato per il calcolo della prima rata, è necessario rivalutare la rendita catastale del 5% e moltiplicarla per il coefficiente che per le abitazioni principali e relative pertinenze è 160. la procedura è la medesima per il calcolo dell'Imu, il codice tributo per l'Imu è 3912 per abitazione principale e pertinenze, mentre il codice tributo Tasi è 3958 su abitazione principale.

Aliquote e detrazioni: non esiste una regola valida per tutti: i valori da utilizzare per il calcolo sono quelli indicati nelle delibere dei singoli Comuni. Sicuramente l’importo è il medesimo già versato a giugno, tuttavia i singoli comuni devono avere deliberato aliquote e/o detrazioni diverse da quelle del 2014, questa doveva essere deliberata entro il 30 luglio 2015. Se non fosse stata deliberata entro la data indicata può essere ignorata dai contribuenti, perché è arrivata dopo l'ultimo giorno utile per dare il via libera ai bilanci di previsione dei Comuni (soltanto ai sindaci della Sicilia è stata concessa una proroga fino al 30 settembre). Allo scopo di risolvere la questione dei comuni che non hanno stabilito le aliquote/detrazioni entro la data indicata la commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento del Pd alla legge di Stabilità che contiene una sanatoria per le delibere sui tributi locali approvate dal 30 luglio al 30 settembre (il provvedimento, coinvolge 844 amministrazioni comunali, per un totale di 2.188 delibere, di cui 661 riguardano la Tasi). Questa mossa però dovrebbe rivelarsi inutile, perché la norma entrerebbe in vigore dal primo gennaio 2016 e di conseguenza non avrebbe alcun effetto sul saldo Tasi del 16 dicembre 2015.

A questo punto si configurano due possibilità per risolvere la questione, la prima; se il Comune non ha pubblicato alcuna delibera per modificare le aliquote, oppure se l'ha pubblicata dopo il 30 luglio (è il caso di 10 capoluoghi di provincia: Napoli, Avellino, Frosinone, Mantova, Matera, Rieti, Terni, Trieste, Verbania), non sono necessari altri calcoli: l'ammontare del saldo Tasi 2015 è lo stesso della prima rata, ovvero il 50% della somma versata complessivamente nel 2014 (sempre che, nel frattempo, il patrimonio immobiliare non abbia subito modifiche). La seconda; se invece il Comune ha modificato le aliquote e/o le detrazioni con una delibera approvata fra il 16 maggio e il 30 luglio, allora bisogna rifare i conti utilizzando i nuovi valori per calcolare l'imposta dovuta su tutto il 2015 e sottrarre all'importo così ricavato la somma già pagata a titolo di acconto.

Nei Comuni in cui le amministrazioni hanno approvato la nuova delibera prima del 16 maggio, il calcolo è ancora più semplice. In questi casi, infatti, anche il pagamento di giugno è stato effettuato con le aliquote del 2015, per cui la seconda rata avrà lo stesso importo dell'acconto.
autore / Luca Lippi
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