Jobs Act: ecco i primi licenziamenti con le "tutele crescenti"

16 novembre 2015 ore 11:08, Luca Lippi
Jobs Act: ecco i primi licenziamenti con le 'tutele crescenti'
Tre operai della cartiera Pigna Envelopes di Tolmezzo, in provincia di Udine. Assunti a marzo con il contratto a tempo indeterminato introdotto dal Jobs Act, dopo soli otto mesi l’azienda li ha lasciati a casa. Secondo i sindacati è più conveniente mandare a casa i contratti a tempo indeterminato con tutele crescenti, esaminiamo la questione per comprenderne i dettagli e le recriminazioni sindacali.

Il fatto: tutto ha origine dal caso di un lavoratore (operaio)che si è visto recapitare dal presidente e amministratore delegato la risoluzione immediata del rapporto di lavoro. Invocando la «riorganizzazione della turnistica dovuta ad un persistente calo di lavoro», l’Ad informa il lavoratore che con decorrenza dal ricevimento della lettera (datata 11 novembre, e quindi a far data dal 13 novembre). Il “posto fisso” agguantato grazie al contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs Act, scompare. Il lavoratore è stato "dispensato dall’effettuazione del periodo di preavviso" di cui gli verrà corrisposta la relativa indennità sostitutiva. Questi sono i fatti così come stati rivelati dal segretario regionale della Fistel Cisl Massimo Albanesi. Anche con il Jobs Act si viene licenziati! Ecco che finalmente i timori a più riprese reclamati dai sindacati prendono consistenza e quanto dichiara Massimo Albanesi è piuttosto eloquente.

Dice Albanesi riguardo la questione specifica senza ignorare le implicazioni generali: Le modalità con cui questo sta avvenendo conferma i dubbi e le critiche che, come sindacato, avevamo avanzato al Jobs Act e alle nuove norme intervenute sull’articolo 18. Ed è anche la dimostrazione che i lavoratori a tutele crescenti vengono trattati allo stesso modo dei precari. Anzi direi che vengono trattati peggio dei lavoratori a termine perché nei contratti a tempo determinato le regole sono chiare: il lavoro c’è ed è a tempo, condizionato all’attività dell’impresa. Non ci sono illusioni, né si alimentano. Qui invece assistiamo ad un licenziamento che lascia a casa un lavoratore che, per essere assunto alla Pigna ed avvicinarsi alla famiglia, una moglie e due figli piccoli, aveva lasciato un’altra occupazione, faticosa, certamente, che gli lasciava poco tempo per la famiglia, ma che gli consentiva di mantenere moglie e figli. Oggi quest’uomo è a casa, senza lavoro e in prospettiva, senza reddito. Dall’altra parte abbiamo un’azienda che ha beneficiato della decontribuzione prevista dalla legge per aver assunto un lavoratore a tempo indeterminato (e non sarà nemmeno costretta a restituire il vantaggio contributivo incamerato per i mesi di assunzione), e che oggi scarica sulla collettività lo stesso lavoratore che dovrà fare domanda per accedere agli ammortizzatori sociali. Per l’azienda nessun conto da pagare; per il sistema Paese un doppio costo sociale”.

La Pigna Envelopes conta circa 90 dipendenti, è controllata dalle Cartiere Paolo Pigna spa di Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, 130 dipendenti, cartiera storica le cui origini risalgono agli inizi dell’800. A settembre ha ottenuto di essere ammessa al concordato in continuità aziendale, dal quale dovrebbe uscire ristrutturata per approdare in nuove mani (forse tedesche).

Il licenziamento su due piedi preoccupa il sindacato non solo per il caso personale del dipendente (ce ne sono altri due colpiti da licenziamento nella stessa azienda), ma anche per il timore “che altre persone assunte con le medesime modalità nella stessa azienda, possano subire la medesima delusione”. Seguiamo la vicenda per raccogliere particolari che rendano più chiara la dinamica, è comunque corretto affermare che il caso è impugnabile poiché il Jobs Act pure lasciando ampie tutele alle aziende comunque impone dei criteri di azione che devono essere rispettati, Albanesi afferma che in questi primi casi tali criteri non siano stati rispettati, quindi dobbiamo aspettare l’interpretazione definitiva del legislatore. 

autore / Luca Lippi
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