Bombardare? Per il ministro Pinotti "se necessario" anche "con gli aerei italiani"

16 novembre 2015 ore 11:39, Americo Mascarucci
Bombardare? Per il ministro Pinotti 'se necessario' anche 'con gli aerei italiani'
Dunque bombardare non è più un tabù; lo ha ammesso chiaramente il ministro della Difesa Roberta Pinotti che non ha escluso la partecipazione dell’Italia ai raid aerei contro l’Isis. 

Raid che la Francia ha già iniziato per vendicare l’onta subita con gli attentati di Parigi di due giorni fa. 
Sarà forse l’indignazione seguita alle stragi francesi o il timore che i terroristi possano agire anche in Italia come stanno minacciando da mesi, a far prevalere la “ragion di Stato” sul buonismo che fino ad oggi ha imperato in Italia come nel resto dell’Occidente?
Niente guerra, niente bombardamenti, niente uso della forza, il tutto perché le bombe alla fine indirettamente finiscono per uccidere i civili, questa la motivazione addotta per dire no all'intervento armato.

Ma come si può restare inermi di fronte alla furia di chi entra nei teatri, nei cinema, nei centri commerciali, nei ristoranti, sulle metropolitane, ovunque, e si mette a sparare uccidendo contro centinaia di persone innocenti la cui unica colpa è quella di ritrovarsi in quel preciso momento nel posto in cui questi criminali hanno deciso di agire?

 “Se sarà necessario gli aerei italiani parteciperanno ai raid contro le postazioni dell'Isis – ha spiegato il ministro Pinotti – a  oggi non abbiamo deciso. Decideremo insieme al Parlamento. Occorre la condivisione, il coinvolgimento di tutte le forze politiche. È anche questo il senso dell'incontro di sabato sera a Palazzo Chigi con tutti i capigruppo. Tutto il paese deve sentirsi unito come in passato negli anni di piombo, in questa sfida terribile del terrorismo. Se l'alleanza di cui facciamo parte decide che quello è l'elemento più utile per mettere in sicurezza la popolazione irachena, i bambini, le donne, i vecchi, e distruggere i depositi di munizioni, può essere uno strumento. Non è un tabù e non è detto che in futuro non lo riterremo necessario".

Il Ministro non esclude che tra i migranti approdati in Italia possano esserci dei terroristi. 
"Non abbiamo certezze - ha proseguito - ma la vigilanza dev'essere totale, nessuno può escludere che anche tra i profughi possano infiltrarsi dei terroristi. Anche per questo abbiamo elevato l'allerta, che adesso prevede tempi molto più rapidi per l'attivazione di tutte le strutture di sicurezza. Abbiamo messo a punto protocolli di sicurezza per cui, in caso di minacce, le forze dell'ordine e di sicurezza sanno immediatamente cosa fare, come intervenire insieme alle forze speciali".

Difficile che in Parlamento si possa trovare l’ampia condivisione auspicata dalla Pinotti. Certo, tutti a parole invocano la lotta al terrorismo e sono contro l’Isis ma poi di fronte alle decisioni più estreme, come appunto l’uso della forza c’è da scommettere non mancheranno sacche di buonismo ipocrita.
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