Crocifissi a scuola? Per Merola è "Medioevo", per il Papa "identità": IL SONDAGGIO

16 novembre 2015 ore 16:14, intelligo
Crocifissi a scuola? Per Merola è 'Medioevo', per il Papa 'identità': IL SONDAGGIO
Un appello alle scuole affinché si premurino di affiggere il crocifisso "come forte espressione della nostra tradizione cristiana e del nostro sistema di valori". Lo lancia la presidente del quartiere Santo Stefano di Bologna, Ilaria Giorgetti (esponente di centrodestra) con una lettera ai plessi del suo territorio. Una lettera chiaramente ispirata dai fatti di Parigi che trova subito la replica del sindaco Virginio Merola, che bolla le frasi come "dannose", e del Pd, che chiede di non strumentalizzare gli attentati nella capitale francese.
"Questo è esattamente il modo peggiore di procedere, io ritengo che sia esattamente il contrario. Non è il momento di contrapporre a un simbolo religioso l'altro", ha detto il primo cittadino bolognese.
Identificare un popolo con una religione "è una cosa che appartiene al Medioevo e che ahimè è ancora molto forte in tutta l'area mediorientale. La nostra civiltà ha fatto un grande passo avanti grazie alla rivoluzione francese che, appunto ha instaurato lo Stato laico, la libertà d'opinione, la convivenza tra diverse religioni senza identificare lo stato con una di queste".

Parole a cui "sembra rispondere" (le virgolette sono d'obbligo) Papa Francesco che oggi, nell'omelia alla Messa mattutina di Santa Marta, partendo dalla Prima Lettura del giorno, tratta dal primo Libro dei Maccabei, in cui si legge di "una radice perversa" che nasce in quei giorni: il re ellenista Antioco Epìfane impone costumi e usanze pagane in Israele, al "popolo eletto", che è la "Chiesa di quel momento". Papa Bergoglio descrive "l’immagine della radice che è sotto terra" che portava alcuni israeliti ad allearsi con le nazioni vicine per essere difesi: "Perché tante differenze? Perché da quando ci siamo separati da loro ci sono capitati molti mali. Andiamo da loro, siamo uguali".
La riflessione del Papa ha messo nel mirino il cosiddetto pensiero unico. Mondanità è comportarsi come si comporta il mondo. È mettere "all’asta la nostra carta d’identità; siamo uguali a tutti". Proprio come quegli israeliti che "rinnegarono la fede e si allontanarono dalla Santa Alleanza". Ma questo che appariva "tanto ragionevole – siamo come tutti, siamo normali – diventò la distruzione: poi il re prescrisse in tutto il suo regno che tutti formassero un solo popolo - il pensiero unico; la mondanità – e ciascuno abbandonasse le proprie usanze. Tutti i popoli si adeguarono agli ordini del re; anche molti israeliti accettarono il suo culto: sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato".
Quindi l’apostasia: "Cioè, la mondanità ti porta al pensiero unico e all’apostasia. Non sono permesse, non ci sono permesse le differenze: tutti uguali. E nella storia della Chiesa, nella storia abbiamo visto, penso a un caso, che alle feste religiose è stato cambiato il nome - il Natale del Signore ha un altro nome – per cancellare l’identità".

Un'identità che si trova anche in quel crocifisso? Simbolo religioso, ma anche della cultura di un popolo? Il tema si ripropone ancora una volta, anche dopo i tragici attentati di Parigi. 

Diteci la vostra.
 

Crocifissi a scuola? Per Merola è "Medioevo", per il Papa "identità": chi ha ragione?

  • Papa Francesco
  • Il sindaco Merola
  • Nessuno dei due
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