"Amo fare il Papa come un parroco". E Francesco nomina due parroci vescovi di Cremona e Pavia

16 novembre 2015 ore 16:53, intelligo
'Amo fare il Papa come un parroco'. E Francesco nomina due parroci vescovi di Cremona e Pavia
Papa Francesco nomina altri due parroci alla guida delle diocesi di Cremona e Pavia
. Vanno infatti in pensione, a 75 anni, Dante Lanfranconi e Giovanni Giudici. Diventa vescovo di Cremona Antonio Napolioni, sinora parroco della parrocchia di San Severino Vescovo in San Severino Marche, mentre diventa vescovo di Pavia Corrado Sanguineti, sinora parroco delle parrocchie di San Colombano in Vignale e di San Martino del monte in San Colombano Certenoli. 

Proprio ieri il Papa aveva parlato della sua missione e di quella dei parroci. "La cosa che mi piace, sinceramente, è fare il parroco, fare il pastore. Non mi piace fare i lavori d’ufficio. Non mi piacciono questi lavori. Non mi piace fare interviste protocollari – questa non è protocollare, è familiare! – ma devo farlo. Perciò cosa mi piace di più? Fare il parroco". Così, ieri pomeriggio, ha risposto Papa Francesco a un bambino di 9 anni, durante la visita alla Chiesa evangelica luterana di Roma. E un tempo, "mentre ero rettore della facoltà di teologia, ero parroco della parrocchia che c’è accanto alla facoltà, e sai, mi piaceva insegnare il catechismo ai bambini e la domenica fare la Messa con i bambini. C’erano più o meno 250 bambini, era difficile che tutti stessero in silenzio, era difficile. Il dialogo con i bambini… Questo mi piace. Tu sei un ragazzo e forse mi capirai. Voi siete concreti, voi non fate domande campate in aria, teoriche". Ecco, "mi piace fare il parroco e, facendo il parroco, quello che più mi piace è stare con i bambini, parlare con loro, e s’impara tanto. S’impara tanto". Quindi, ha confidato: "Mi piace fare il Papa con lo stile del parroco. Il servizio. Mi piace, nel senso che mi sento bene, quando visito gli ammalati, quando parlo con le persone che sono un po’ disperate, tristi». E ha aggiunto: «Amo tanto andare in carcere, ma non che mi portino in galera!". Perché, ha spiegato, "ogni volta che io entro in un carcere, domando a me stesso: ‘Perché loro e io no?’. E lì sento la salvezza di Gesù Cristo, l’amore di Gesù Cristo per me. Perché è Lui che mi ha salvato. Io non sono meno peccatore di loro, ma il Signore mi ha preso per mano. Anche questo lo sento. E quando vado in carcere sono felice".

Veniamo ai due nuovi vescovi. 
Monsignor Sanguineti è nato a Milano il 7 novembre 1964. Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 30 ottobre 1988 per la diocesi di Chiavari. Da sacerdote ha frequentato il Pontificio Istituto Biblico di Roma, conseguendo la licenza in scienze bibliche e laureandosi in teologia alla Pontificia Università della Santa Croce. Ha svolto diversi incarichi pastorali nella diocesi di Chiavari. Sanguineti è docente di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale – Sezione di Genova; incaricato diocesano per la formazione del clero; presidente della consulta per la cultura; referente diocesano del “Progetto Culturale” della Cei e prefetto degli studi del Seminario diocesano. 
Monsignor Napolioni è nato a Camerino, provincia di Macerata e arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, l’11 dicembre 1957. È stato ordinato sacerdote il 25 giugno 1983 per l’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche. È stato direttore dell’Ufficio catechistico diocesano dal 1983 al 1993;  è docente di teologia pastorale e catechetica nell’Istituto marchigiano di Ancona; già docente di teologia pastorale e catechetica nel Pontificio Istituto di pastorale della Pontificia Università Lateranense dal 1993 al 2001.

Di A.de A.
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