Siria, ora è Putin a dare le carte (ma le ambiguità occidentali irritano Mosca)

16 novembre 2015 ore 20:31, Adriano Scianca
Siria, ora è Putin a dare le carte (ma le ambiguità occidentali irritano Mosca)
“Vorrei confermare la nostra pronta disponibilità a una collaborazione ravvicinata con i partner francesi per l’indagine sugli attentati di Parigi”: il tono di Vladimir Putin è quello ossequioso di chi si mette a disposizione, ma è facile immaginare che lo zar stia vivendo il momento internazionale con un retrogusto che sa di soddisfazione. 

Perché se la Francia comincia a picchiare duro l'Isis in Siria, è la linea russa che trionfa. Con la differenza, non del tutto trascurabile, che Mosca ha (o ha avuto sin qui, perché l'aria sembra essere cambiata) una linea precisa anche sul governo siriano, mentre Parigi sull'argomento ondeggia nell'ambiguità. 

La Russia non nasconde, del resto, una certa frustrazione per tali zone d'ombra: Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha chiaramente affermato che Russia e l'Occidente “hanno capito la necessità di cooperare nella lotta al terrorismo internazionale” ma “un accordo è impossibile” perché “non esiste un'idea di Occidente, ogni Paese ha la propria posizione e il proprio atteggiamento verso i diversi segmenti del problema della lotta al terrorismo. Se pensate che l'Occidente sia unito nei suoi approcci al 100% vi sbagliate”. 

Mosca prova comunque a tessere la sua tela e a presentarsi come l'attore determinante in questa convulsa fase della politica internazionale. In questo quadro, sia pur in posizione più defilata, rientra anche l'Italia. Oggi Matteo Renzi ha avuto un bilaterale con il presidente russo a margine del G20. Dal Cremlino si è poi ribadita “la collaborazione sulla sicurezza, nell'economia, nello sviluppo. I rapporti tra Russia e Italia stanno continuando a realizzarsi”.
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