Ora Parisi sfida Berlusconi: “Io vado avanti”. Ma Silvio è l’ago della bilancia

16 novembre 2016 ore 16:01, Luca Lippi
Berlusconi starebbe scaricando Parisi e Parisi coglie l’occasione per prendersi una leadership, oppure, Parisi alza i toni e Berlusconi lo rimette al suo posto facendo capire che ‘il capo’ è lui. Altra ipotesi; Berlusconi attacca apertamente Parisi per mettere una pezza al fatto che l’ennesimo ‘delfino’, provocando un potenziale alleato (Salvini),  possa in qualche modo alterare gli equilibri di Forza Italia…insomma le ipotesi sono tantissime, e cercare di calarsi all’interno della contesa fra Parisi e Berlusconi è piuttosto complicato, in sostanza non ci si capisce niente!
Quello che appare in superficie è che sabato 12 novembre Stefano Parisi, considerato oggi uno dei principali leader del Centrodestra, ha partecipato a un incontro a Padova dove ha annunciato ufficialmente la sua intenzione di prendere la guida della parte “moderata” del centrodestra. 
Contemporaneamente, a Firenze, la Lega Nord stava tenendo una manifestazione a cui partecipava anche Giovanni Toti di Forza Italia, presidente della Liguria e considerato il principale rivale di Parisi dentro Forza Italia.
Fino a un certo punto, Parisi è sempre stato attento a non escludere la possibilità di mantenere l’alleanza con la Lega Nord, ma ha aperto alla possibilità di stringere legami anche con il Nuovo Centro Destra e gli altri fuoriusciti di Forza Italia, che Matteo Salvini, invece, vede come il fumo agli occhi. 
Toti, che governa la Liguria con l’appoggio della Lega, è sempre stato molto esplicito nella necessità di mantenere a ogni costo l’alleanza con Salvini.

Ora Parisi sfida Berlusconi: “Io vado avanti”. Ma Silvio è l’ago della bilancia

Dunque Parisi all’interno di Forza Italia ha già creato di suo una frattura (senza un reale scontro diretto) con Toti; poi ci sono state le elezioni americane, e dopo l’elezione di Donald Trump, Parisi ha preso in modo deciso le distanze da Salvini dicendo che vorrebbe “lepenisti e populisti” fuori dall’alleanza. 
Il centrodestra si è presentato quasi sempre diviso alle ultime elezioni amministrative, ma Berlusconi non ha mai rotto con la Lega e negli ultimi giorni è intervenuto nella discussione.
Infatti ieri,  15 novembre, Berlusconi , intervistato da Radio Anch’io, ha spiegato che tra Lega e Forza Italia non ci sono “rotture definitive ma solo scontri personali”. 
Nella stessa trasmissione poi precisa: “Parisi sta cercando di avere un ruolo all’interno del centrodestra ma avendo questa situazione di contrasto con Salvini credo che questo ruolo non possa averlo”.
Parisi ha risposto a Berlusconi durante la trasmissione Porta a Porta, dicendo: “Se Berlusconi vuole Salvini leader, il centrodestra perde perché la maggioranza degli italiani non è lepenista”.
Diciamo pure che la maggior parte degli italiani non individua all’istante il termine ‘lepenista’, ma questa è solo precisazione per far capire che lo scontro si sta consumando su un terreno del tutto privato, niente che possa concludersi in una vera e propria individuazione di un percorso ideologico da offrire agli elettori.
A Rtl 102.5 Berlusconi replica ancora: Io ho fatto solo una constatazione. In una coalizione i toni troppo accesi non servono, i personalismi sono deleteri. Nè Parisi nè chiunque altro può avere la guida della coalizione se gli altri membri non lo accettano”. 
Tuttavia sempre Berlusconi, ha voluto precisare: "Non era questo il ruolo di Parisi, lui doveva raccogliere energie nuove. Ha detto sempre di non sentirsi di Fi, quindi risponde lui delle cose che dice, mi auguro che vada avanti e che alla fine ci si possa ritrovare insieme: dobbiamo rinnovarci senza rottamarci, e Parisi può aiutarci in questa ricerca di persone nuove".
Alla fine, come si evince, nessuno è contro nessuno, ed è anche complicato parlare di ‘tutti contro tutti’, sta di fatto che Parisi si è messo all’angolo da solo perché il suo eventuale avversario non si riesce ad individuarlo da diverso tempo.
Per essere meno sibillini, Berlusconi non vuole chiudere nessuna strada e quindi non andrà allo scontro frontale con nessuno, figurarsi con Parisi. 
Il suo scopo sembra, è quello di volere andare da solo ma senza per questo abbondare l’opzione di andare sia con Salvini sia con Parisi, come l’altra di andare con Salvini abbandonando Parisi e viceversa.
Ovviamente in tutto questo, c’è l’opzione di trovare un volto nuovo o, alla bisogna (dopo il risultato del referendum), quello di rinnovare il patto del Nazareno con Renzi.
Quindi non c’è uno scontro vero e proprio con Parisi, prima di tutto perché non conviene a nessuno e soprattutto a Berlusconi.
La ragione è piuttosto semplice, se vincesse il No al referendum e lasciasse Parisi a sbandierare libero lo spauracchio di un Salvini leader del centrodestra, indirettamente Berlusconi starebbe consigliando i sui elettori di andare a votare per il Sì (scopo evitare a deriva salviniana).
Conclusione, Berlusconi rimane l’ago della bilancia sia per la destra sia per la sinistra, puntasse a un grande centro moderato e liberale? E con chi?

autore / Luca Lippi
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