Cyber-fango M5S, Geloni su esposto Lotti: "M5S non è l'unico partito a farlo. Evitare stile Erdogan"

16 novembre 2016 ore 16:16, Americo Mascarucci
E' polemica sull'iniziativa del sottosegretario a Palazzo Chigi Luca Lotti che con un esposto alla Procura di Firenze ha chiesto di indagare su un account social che lancia attacchi contro il Governo e che sarebbe, secondo il Pd, riconducibile al Movimento 5 Stelle e alla Casaleggio Associati.
Account intestato a tale Beatrice di Maio che ha un numero molto elevato di follower e dove comparirebbero attacchi molto pesanti all'indirizzo di Renzi, Boschi e anche Mattarella.
Qualcuno ha paventato il rischio di limitazioni all'attività dei social come avvenuto in Turchia.
Intelligonews ne ha parlato con la giornalista, già direttrice di YouDem, Chiara Geloni. 

Il Pd denuncia il cyber fango a 5Stelle e i grillini gridano alla censura. Chi ha ragione?

"Intanto più che di un'iniziativa del Pd mi pare un'iniziativa del Governo e questo credo sia un dettaglio non irrilevante. Fosse stato il Pd a presentare l'esposto l’avrei trovato molto più corretto. Che un sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'editoria intervenga direttamente in una materia che riguarda la propaganda e la libertà d’espressione solleva, a mio giudizio, un punto molto delicato. Avrei evitato di farlo perché un Governo non dovrebbe mai occuparsi di queste cose lasciando semmai il confronto politico anche duro e aspro ai partiti e non ai livelli istituzionali".

Ma quando un Governo arriva a denunciare dei profili social che significa? 

"Lungi da me difendere il metodo e il linguaggio dei 5 Stelle sui social che io non condivido assolutamente, però credo non spetti al Governo occuparsene. La questione del cyber-fango esiste e non voglio negarla, ma esistono i reati di diffamazione e di calunnia con tutte le aggravanti specifiche a mezzo stampa, in forma associata ecc. Ora è giusto verificare se siano stati commessi reati, ma non mi risulta che esista un reato di forma associata sul web".

In queste ore molti stanno paventando un rischio Erdogan in Italia, ossia un tentativo di limitare l'azione dei social network. Esiste davvero questo rischio?

"Non credo ci sia il rischio Erdogan in Italia ma sicuramente è sempre inopportuno che un Governo intervenga nella dialettica politica e denunci come illecito quello che viene scritto sui social. Ripeto, esiste la magistratura che indagherà e stabilirà se sono stati commessi o meno reati. Se vogliamo parlare di politica, visto che si susseguono continui appelli a non surriscaldare il clima politico in vista del referendum, credo che questa iniziativa non contribuisca affatto a rasserenare il clima. Non mi risulta tuttavia che il Movimento 5Stelle sia l’unico partito a possedere una struttura organizzata di presenza in rete o che al Pd manchino gli strumenti idonei per replicare".

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