Malattie rare, cresce il mercato e arrivano i farmaci. Più colpite le donne

16 novembre 2016 ore 20:30, Andrea Barcariol
L'equazione è fin troppo semplice per le aziende farmaceutiche: pochi pazienti, pochi guadagni. Per questo non c'è interesse a sviluppare farmaci e terapie per le malattie rare. Dal 1999 però è stato promulgato il Regolamento europeo n.141/2000 sui prodotti medicinali orfani che stabilisce gli incentivi di cui possono beneficiare questi farmaci.
Dall’entrata in vigore di queste leggi, il business attorno ai farmaci per malattie rare è cresciuto esponenzialmente.
Secondo una recente analisi, tra le più utilizzate nel settore, Orphan Drug Report 2015 di EvaluatePharma, il mercato totale dei farmaci orfani raggiungerà i 178 miliardi nel 2020, con un aumento dell’11,7% per anno dal 2015 al 2020 (quasi il doppio della previsione dell’aumento di mercato dei farmaci non orfani, previsto attorno al 5,9% per anno).

Malattie rare, cresce il mercato e arrivano i farmaci. Più colpite le donne
Questa mattina L’Ossfor, l'Osservatorio farmaci orfani nato da una iniziativa congiunta del centro di ricerca Crea Sanità (Consorzio per la ricerca economica applicata in sanità) e della testata Osservatorio malattie rare ha presentato i primi dati secondo i 270 mila malati rari italiani costano complessivamente 1,36 miliardi l’anno, solo l’1,2% della spesa sanitaria. “I malati rari – ha sottolineato Barbara Polistena, responsabile Farmacoeconomia e Statistica sanitaria di Crea Sanità – sono circa lo 0,46% della popolazione, cioè meno di 45 malati ogni 10 mila abitanti. Sono più femmine che maschi, con una prevalenza delle dello 0,53% contro lo 0,36%. Si concentrano principalmente in due fasce d’età: giovanissimi e giovani adulti, dai 40 ai 49 anni. In totale i nostri malati sono circa 270 mila, ma si tratta di una chiara sottostima perché il numero si riferisce solo alle persone esenti, che rappresentano solo una parte di questi malati: in molti non hanno ancora l’esenzione”.






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