Cardini, intellettuale disorganico e smoderato, vince il premio alla Carriera

16 ottobre 2013 ore 11:18, intelligo
Cardini, intellettuale disorganico e smoderato, vince il premio alla Carriera
di Mario Bernardi Guardi. Da anni impegnati a seguire, come giornalisti e poi come giurati, opere e giorni del Premio Acqui Storia, dobbiamo dirci particolarmente soddisfatti dell’edizione 2013, sia per quanto riguarda i vincitori nelle tre sezioni (storico-scientifica; divulgativa; romanzo storico) sia per le personalità che sono state scelte come Testimoni del Tempo. Ma su nomi e motivazioni, consentitemi di ritornare dopo la cerimonia di premiazione, che avrà luogo il 19 ottobre (ore 17,15) al Teatro Ariston di Acqui Terme. Adesso, infatti, è solo di una persona che voglio parlare: lo storico Franco Cardini, “laureato” alla Carriera con la Medaglia del Presidente della Repubblica. Conosco Cardini dagli anni Settanta, da quando ci incontrammo, se non vado errato, ad un convegno su Attilio Mordini, studioso di alto rango del Simbolo e del Sacro, nonché fiorentino di quelli tosti, nonché venerato maestro e indimenticabile amico di Franco. Bene, data da allora la stima per la persona, che penso condivisa da schiere di più generazioni, a partire dai “giovani” che hanno superato  i settant’anni. Come Cardini, forte di una rete amicale di coetanei che hanno spezzato con lui pane e vino storico-sapienziali, sogni e passione militante. Poi ci sono tutti gli studenti che il prof. ha “allevato”, le migliaia di lettori che hanno letto i suoi libri, scoprendo grazie a lui che il Medioevo non era “buio” ma “luce”- e cioè fascinosa, complessa, variegata “ricchezza”- e tutti quelli che dalle sue opere e dalla sua viva voce hanno tratto “ispirazione”. La parola non sembri grossa, non suoni enfatica: vogliamo dire che chi in questi anni ha compiuto il suo viaggio, lungo o breve che sia, attraverso la Destra, le destre e dintorni multiformi, o l’ha fatto, magari, da tutt’altra parte, sventolando bandiere di Sinistra, da quella fieramente contestatrice a quell’altra vogliosa di governare; insomma chi ha creduto, obbedito e combattuto, e dubitato, disobbedito e dibattuto nelle correnti alternate degli italici eventi, e ha “incontrato” Cardini, e ha fatto i conti con le sue intuizioni e le sue provocazioni, e magari ci ha litigato, e magari si è chiesto come un cattolico ghibellino sostenitore del Sacro Romano Impero e combattente del fronte antirisorgimentale ed austriacante, potesse essere anche uno stravagante “fascio”, anzi un più che stravagante “fasciomunista”, anticapitalista, antiyankee, deciso avversario del mondialismo e del pensiero unico, e vagamente in sospetto di filo-islamismo; dunque, riprendendo fiato insieme ai lettori, chi, per ragioni ed emozioni sue, ha avuto a che fare con Cardini, dovunque e comunque, il tempo non l’ha perso e qualcosa ci ha guadagnato.Nel senso che ha capito che cosa significhi essere liberi, magari anche eretici, anche maledetti, anche paradossali, ma con un’intelligenza “in armi” e che non spara a vuoto. Onore a Cardini, dunque, intellettuale disorganico e smoderato, e diamogli una medaglia anche noi. Perché se quella del Presidente della Repubblica gli farà piacere, la nostra gliene farà il doppio.    
autore / intelligo
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