Per fare un po' di chiarezza sui rapporti tra la Chiesa e i lefebvriani

16 ottobre 2013 ore 13:23, Americo Mascarucci
Per fare un po' di chiarezza sui rapporti tra la Chiesa e i lefebvriani
Il 14 settembre 2011, al termine di un'udienza tra i vertici della Congregazione per la Dottrina della Fede e i vertici della Fraternità sacerdotale San Pio X, la Santa Sede annunciò di aver sottoposto alla Fraternità un preambolo dottrinale di accettazione del Concilio vaticano II e del magistero successivo.
L'eventuale accettazione di tale preambolo avrebbe fatto da premessa per il riconoscimento canonico della Fraternità e per l'esame teologico di alcune espressioni o formulazioni dei testi del Concilio Vaticano II e del magistero. Il 16 marzo 2012, la sala stampa della Santa Sede, ha diramato un comunicato nel quale si dichiarava che, il papa Benedetto XVI, riteneva la risposta del superiore della fraternità san Pio X «non sufficiente a superare i problemi dottrinali che sono alla base della frattura tra la Santa Sede e detta Fraternità». Queste informazioni si possono ricavare da una semplice ricerca su Wikipedia. Benedetto XVI, ritirando la scomunica ai vescovi illegittimamente consacrati da Marcel Lefebvre che hanno riconosciuto il primato papale, ha soltanto tentato di riaprire un dialogo con la Fraternità e favorire il ritorno dei tradizionalisti nella casa madre, ossia la Chiesa Cattolica. Ma un gesto di buona volontà non basta a superare contrasti di carattere dottrinale. E difatti nel momento in cui dalle buone intenzioni si è passati ai fatti concreti, il dialogo si è subito arenato. La Fraternità San Pio X non intende infatti sottoscrivere i documenti del Concilio Vaticano II. Monsignor Fellay successore di Lefebvre e guida della Fraternità San Pio X ha dichiarato: “"la causa dei gravi errori che stanno demolendo la chiesa non risiede in una cattiva interpretazione conciliare... ma piuttosto nei testi stessi!... Questo Concilio ha un magistero determinato a cambiare la dottrina cattolica con le idee liberali, un magistero imbevuto dei principi modernisti del soggettivismo... la Chiesa è prigioniera di questo spirito liberale che si manifesta evidente nella affermazione della libertà religiosa, nell'ecumenismo, nella collegialità episcopale e nel nuovo rito della messa". Stando così le cose è dunque impossibile, almeno per ora, qualsiasi riconciliazione. La Fraternità inoltre, starebbe per consacrare altri vescovi senza imprimatur papale rimarcando ancora di più la sua distanza dalla Chiesa di Roma. Difficilmente con papa Francesco si potranno fare passi in avanti. Proprio la collegialità episcopale, la libertà religiosa ed il dialogo interreligioso tanto contestati dai lefebvriani, sono fra i punti cardine del pontificato di Bergoglio.
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