Comi (FI): “Renzi il re del gioco delle 3 carte. Ora vada in Europa a trattare”

16 ottobre 2014 ore 12:42, Andrea Barcariol
Lara Comi, europarlamentare di Fi, intervistata da IntelligoNews, esprime tutte le sue
Comi (FI): “Renzi il re del gioco delle 3 carte. Ora vada in Europa a trattare”
perplessità sulla manovra Renzi e sul suo scarso peso in Europa. Manovra Renzi. Le imprese da una parte risparmieranno sull’Irap, mentre dall’altra dovranno sostenere il costo del Tfr in busta paga. Non è il gioco delle tre carte? «Renzi è il migliore nel gioco delle tre carte, lo abbiamo già visto con gli 80 euro che vengono dati ad alcuni e non ad altri con l’aumento della tassazione con la Tasi. Il problema è che così il Paese non va avanti. Abbiamo bisogno di crescita e per crescere dobbiamo tagliare le tasse, non abbassarle da una parte e aumentarle dall’altra, così non si risolve nulla. Altro dato sono le coperture: si possono fare tutti i tagli possibili ma bisogna giustificare all’Europa dove vengono prese le risorse». Dei 36 miliardi della manovra, infatti, 11 sono in deficit. «Non mi sembrano pochi… altro che 80 euro». Tfr in busta paga, sconto sull’Irap, conferma degli 80 euro e incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato sono sufficienti per rilanciare l’economia? «Queste sono tutte azioni positive l’importante è che si concretizzino e non siano i soliti spot a cui Renzi ci ha abituato. Noi, ad esempio, siamo sempre stati a favore dell’abolizione totale dell’Irap che è una tassa sulla produttività di un’azienda. Detto questo Renzi deve andare in Europa a negoziare non tanto gli 11 miliardi di copertura per il debito, ma per gli investimenti. Purtroppo però vedo che non dialoga molto con l’Europa su questi argomenti, ciò che invece altri Paesi hanno fatto». La sinistra che taglia le tasse non le sembra un po’ Berlusconiana? «Sicuramente il taglio delle tasse non è un tema della sinistra che aveva sempre parlato di una patrimoniale. Finalmente si sono accorti che la via giusta era quella proposta dal governo Berlusconi, peccato che il governo Berlusconi non ha mai avuto un’opposizione costruttiva come quella che noi stiamo facendo a Renzi. Altrimenti le riforme le avremmo già tutte fatte». Alla fine a pagare saranno gli enti locali con ulteriori 7 miliardi di euro di tagli dopo i 40 miliardi degli ultimi 4 anni. Giusto continuare su questa strada? «Quello che Renzi deve fare è modificare il Patto di Stabilità, da sindaco mi sarei aspettata che lo facesse molto prima. Se un sindaco è bravo e riesce a ottenere un surplus del suo bilancio deve poterlo investire, qui non c’entra l’Europa, dipende solo da lui. Aumentare la tassazione degli enti locali vuol dire colpire direttamente i cittadini. Mi viene da pensare che Renzi non abbia mai fatto operativamente il sindaco e sia stato solo un sindaco di facciata, altrimenti non riesco proprio a capire le sue manovre».
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