Ebola, paura per l’infermiera guarita e ricaduta nel virus. Ma i dati Oms confortano

16 ottobre 2015, intelligo
Ebola, paura per l’infermiera guarita e ricaduta nel virus. Ma i dati Oms confortano
Sembrava che il peggio fosse passato per Pauline Cafferkey e che il virus dell’Ebola che l’aveva colpita fosse ormai solo un brutto ricordo. Purtroppo, le notizie che arrivano dalla Gran Bretagna non vanno in questa direzione perché la donna ha avuto una ricaduta e da Londra i medici parlano di condizioni “peggiorate”. 

L’infermiera scozzese sarebbe infatti in fase di ricaduta: aveva contratto il virus un anno ma era guarita. Trentanove anni, ora la donna è ricoverata in isolamento al Royal free hospital e proprio i medici della struttura sanitaria in una nota scrivono: “Ci rattrista annunciare che le condizioni di Pauline Cafferkey si sono deterioriate e che ora la donna è gravemente malata”. 
Ma cosa è successo? L’infermiera aveva accusato disturbi sospetti la settimana scorsa ed era stata ricoverata per accertamenti a Glasgow (Queen Elizabeth hospital), ma poi si era reso necessario il trasferimento nella capitale del Regno Unito. Ha incontrato Ebola in Sierra Leone a Kerry Town, mentre lavorava in un centro medico di Save the children.

RISCHIO CONTAGIO. E’ la preoccupazione che adesso corre tra le persone che in questo periodo sono state accanto a Pauline Cafferkey, sia a casa che in ospedale. In tutto sarebbero 58: a una quarantina i medici avrebbero offerto la possibilità di vaccinarsi gratuitamente contro il virus di Ebola ma solo in 25 hanno accettato. Per il London Evening Standard, non ci sarebbero pericoli e a sostenerlo è il professor Ben Neuman dell’Università di Reading secondo il quale il contagio si può verificare solo se le persone che hanno contratto Ebola sono in fase acuta, ovvero quando febbre, vomito e diarrea sono sintomi palesi. Anche se, come sostengono numerosi studiosi, il virus può restare nell’organismo in posizione latente per un certo periodo di tempo. Resta il fatto che è la prima volta che si verifica un caso del genere.

I PRECEDENTI. E’ guarito da Ebola Fabrizio Pulvirenti, il medico italiano di Emergency, colpito dal virus un anno fa mentre lavorava in Sierra Leone. Ricordetere le immagini del suo arrivo in Italia e il trasferimento all’ospedale Spallanzani di Roma. L’uomo arrivò in gravi condizioni e per qualche giorno le sue condizioni mostrano alti e bassi. Fino a quando le cure degli specialisti riuscirono a debellare completamente il virus. Un altro caso si verificò in Sardegna dove un infermiere di Emergency, in servizio anche lui in Sierra Leone risultò positivo al test che venne eseguito all’ospedale “Spallanzani” su un campione di sangue. 

LE VITTIME DI EBOLA. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità fanno venire i brividi: dall’inizio dell’epidemia sono undicimila i morti su 28mila casi accertati. Intanto, proprio oggi arrivano buone notizie dal continente africano dove secondo il bollettino Oms “sono ormai 11 settimane che non si hanno più di cinque casi a settimana. Tuttavia 150 persone rimangono sotto osservazione in Guinea, di cui 118 ad alto rischio, e altri 259 contatti con casi conosciuti non sono reperibili. Rimane quindi ancora un rischio di nuovi casi. In Sierra Leone due contatti ad alto rischio sono stati persi e ancora non sono stati ritrovati”. 

LuBi
autore / intelligo
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