Migranti, visto che “Italia aveva ragione, Ue no” in Siria e Libia Renzi detta la linea

16 ottobre 2015, intelligo
Migranti, visto che “Italia aveva ragione, Ue no” in Siria e Libia Renzi detta la linea
Siria e Libia. In mezzo l’emergenza migranti. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi nel suo intervento al Senato anticipa i temi che porterà in Europa alla vigilia del Consiglio europeo (in calendario giovedì prossimo).Renzi lancia un avvertimento sulla strategia militare che pare indirizzato a chi fuori e dentro il Paese spinge su un ruolo più attivo dell’Italia alle operazioni della coalizione occidentale: “Con i raid, immaginati più per dare risposte alle opinione pubbliche che per risolvere i problemi, non si risolvono le questioni internazionali” è il monito al quale aggiunge la consapevolezza che “bisogna rispondere anche attraverso le azioni militari” ma “non con gli interventi per sistemare le proprie opinioni pubbliche”, semmai con una “strategia complessiva”. L’esempio è quello della Libia ancora nel caos dopo l’intervento militare del 2011 che “non ha risolto la situazione”. E Renzi non vuole certo fare la fine di Sarkozy, tanto che aggiunge: l’Italia partecipa alle missioni internazionali “con regole vincolate dalle decisioni parlamentari”. 

Vale la pena ricordare quanto accaduto giusto qualche settimana fa quando il ministro della Difesa Pinotti era inciampata su una dichiarazione che aveva scatenato un mare di polemiche, a proposito di un ruolo militare italiano più attivo nello scenario iracheno e nella guerra contro i tagliagole dell’Isis: “L’Italia sta "valutando" con gli altri partner della coalizione messa in piedi contro l'Is "ulteriori ruoli" dei Tornado” (come riportato da Repubblica lo scorso 6 ottobre). Il che significa bombardamenti. Di quella sorta di annuncio poi non si è saputo più nulla ma le parole di Renzi evidenziano una buona dose di prudenza. 

IMMIGRAZIONE. “A distanza di sei mesi dal Consiglio europeo straordinario di aprile chiesto dall'Italia possiamo dire senza giri di parole che sull'immigrazione l'Italia aveva ragione e l'Europa no” rivendica il premier nel suo intervento nell’Aula di Montecitorio sottolineando che sulla gestione dei flussi migratori, “oggi, dopo che a lungo è stato negato, assistiamo all'assunzione di un principio: l'accordo di Dublino è finito. Non lo è tecnicamente, ne discuteremo, ma restiamo alla politica: Dublino è finito”. Per il premier “oggi che ci stanno arrivando altri Paesi è arrivato il momento di riflettere in modo più efficace e incisivo sulla politica strategica nel Mediterraneo e nel Medio Oriente”.
 
LuBi

autore / intelligo
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