Le riforme non corrono più? Sprint e riunione rimandati

16 ottobre 2015, intelligo
Le riforme non corrono più? Sprint e riunione rimandati
Freno a mano sulle riforme renziane. Oggi alla Camera va in scena il muro contro muro tra maggioranza e opposizioni sull’esame del pacchetto riforme dopo il via libera del Senato. Il braccio di ferro si è plasticamente manifestato ieri durante la Conferenza dei Capigruppo andata avanti per oltre due ore e risolta con un niente di fatto perché le parti non si sono trovate d’accordo sul calendario dei lavori. Clima di tensione e rinvio della riunione domani. Il motivo del contendere? L’accelerazione voluta dai renziani che intendono rispettare la tabella di marcia e chiudere entro il mese di novembre. E’ questa la proposta avanzata dalla maggioranza che chiede l’esame a novembre e il voto finale entro fine mese, prima che in parlamento approdi la legge di stabilità. 

POLEMICHE ALZO ZERO. Dalle file forziste il capogruppo Renato Brunetta parla di “atteggiamento inaccettabile e insopportabile del Pd: non si capisce questa necessità di accelerazione se non come una volontà di prevaricazione del governo sul Parlamento. Forse il Pd vuole portare lo scalpo delle riforme in Europa a dicembre per ottenere benemerenza”. Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda l’omologo di Sel Arturo Scotto che a governo e maggioranza chiede di “evitare forzature perché la Costituzione va maneggiata con cura: l’esame di 7 commi e 6 articoli di una legge costituzionale non e’ equivalente a un provvedimento ordinario”. Secondo il presidente dei deputati di Sel "andrebbero evitate accelerazioni e andrebbe fatto un accordo con le opposizioni”. 

I 5S attaccano con il deputato Giorgio Sorial secondo cui “il governo vuole correre sulle riforme senza ragione visto che garantiscono che il referendum si terrà comunque a ottobre. Per questo chiediamo che la presidente della Camera assolva al suo ruolo di garanzia e consenta una trattazione serena e seria, come si addice a una riforma costituzionale. Chiediamo che la Presidente Boldrini si assuma le responsabilità che il suo ruolo le attribuisce”. La palla passa alla presidente di Montecitorio (eletta nelle file di Sel) e stavolta non sarà facile mettere tutti d’accordo. 

LuBi 

autore / intelligo
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