Pensioni part-time e opzione donna, Sapelli: “Due proposte che aiuteranno l'Italia"

16 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Pensioni part-time e opzione donna, Sapelli: “Due proposte che aiuteranno l'Italia'
Part time per gli over 63 e Opzione donna: “Due misure positive che vanno nel segno della flessibilità e aiutano le persone”. Parola di Giulio Sapelli, economista, che nella conversazione con Intelligonews analizza cosa c’è di buono nella legge di Stabilità che “per la prima volta va nella direzione della crescita e non dell’austerity”. 

Pensioni: part-time per gli over 63. Da economista lo trova giusto o sbagliato?

«Mi sembra un passo in avanti. Tutto quello che riguarda la flessibilità e aiuta le persone a non lavorare più dopo tanti anni è positivo. Far lavorare una persona oltre i 65 anni la trovo una vergogna, indipendentemente dal fatto di aver svolto un lavoro più o meno usurante. La cosa che mi colpisce, piuttosto, è il dover ricorrere sempre a delle leggi e non ai contratti sindacali, ovvero l’accordo tra le parti. Quelle messe in campo dal governo mi sembrano iniziative buone che vanno nella direzione della crescita e dunque servono anche per incentivare l’occupazione giovanile»

Stessa opinione sull’opzione donna? 

«Mi sembra una bella cosa. Aggiungo: piuttosto che dire cose inutili sulle quote rosa, facciamo una cosa bella come questa. Anche perché la donna porta per tutta la vita un peso non solo lavorativo perché per lei c’è pure il lavoro domestico»

Ma non trova la decurtazione del 10 per cento penalizzante?

«E’ un tetto che non bisogna superare. Io lo avrei fatto minore, visto la socialità della questione. Io lo avrei tenuto al 5 per cento proprio in funzione della connotazione sociale»

Quindi tutto bene anche per la legge di stabilità?

«Mi convince perché per una volta si vede l’acceleratore sulla crescita e la domanda interno, non sull’austerità e il fatto che dobbiamo abbassare i salari e diminuire i consumi. C’è una controtendenza e questo è un fattore positivo»

Quanto servirà a rimettere in moto il Paese?

«Abbiamo perso quasi venti punti di Pil; questa legge serve per rimettersi in moto ma occorre avere molta pazienza. Non puoi non crescere per 15 anni senza contare la congiuntura negativa. Questa è una misura buona perché punta sulla domanda interna aggregata; va nella direzione giusta ma occorre avere calma e pazienza perché ci vorranno ancora almeno tre o quattro anni, sperando che la congiuntura internazionale cambi segno. In sostanza, direi che si va nella direzione giusta nonostante tutto sia contro di noi, ovvero la politica europea dell’austerity»

Bruxelles pochi giorni fa ha bocciato la legge di stabilità della Spagna. Corriamo lo stesso rischio anche noi?

«Spero che non facciano un’altra stupidaggine. Bruxelles non può permettersi di fare cose di questo tipo perché sono cose che offendono la dignità nazionale. Bruxelles la smetta di agire così, altrimenti i cittadini finiranno per odiare l’Europa e allora saranno guai seri»


autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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