Cattaneo (Pdl): «Col partito dei sindaci ricostruiremo il centrodestra»

16 settembre 2013 ore 10:40, Francesca Siciliano
Cattaneo (Pdl): «Col partito dei sindaci ricostruiremo il centrodestra»
Alessandro Cattaneo
-  sindaco di Pavia, vicepresidente dell'Anci ed (ex?) formattatore - intervistato da IntelligoNews (in un momento in cui tutti gli altri esponenti del suo partito hanno preferito chiudersi nel silenzio stampa) non crede che l'esecutivo Letta sia a rischio: «Il Pdl minaccia il governo? Non mi sembra. Ci stiamo compattando tutti quanti attorno a Berlusconi e vogliamo portare avanti il nostro lavoro fatto finora al governo, per il bene dell'Italia». E guai a parlare dell'inagibilità politica di Berlusconi: «Non mi piace parlarne in questi termini», dice lui.  Comunque il centrodestra ha bisogno di un restyling, su questo è d'accordo, «e la spinta democratica arriverà dal basso». Alessandro Cattaneo, cosa sta accadendo in queste ore all'interno del Pdl? «Il partito è compatto attorno al presidente Berlusconi per chiarire definitivamente questa vicenda e per continuare ad occuparci del Paese come abbiamo fatto finora. Una vicenda che, me ne rendo perfettamente conto, sta immobilizzando il Paese. Ma non per colpa del Pdl: siamo arrivati al capitolo finale di una vicenda costellata di errori». L'accezione “capitolo finale” è un lapsus oppure già sapete come andrà a finire e non vi aspettate sorprese dal voto in Giunta di mercoledì? «Il capitolo finale è rappresentato dal verdetto della sentenza emesso dalla Cassazione. Torno a ripetere: la situazione è complessa e a nessuno fa piacere questo stallo. Siamo riusciti a togliere l'Imu e anche nel Decreto del Fare sono contenuti spunti positivi: ma vogliamo fare molto di più se riuscissimo a superare questa vicenda». Se non si riuscisse a “superare” questo ostacolo, ci troveremmo davanti all'ultimo capitolo del governo? «Questo lo vedremo nei prossimi giorni. Tuttavia mi sembra che il Pdl è risultato essere il più responsabile tra tutti i partiti». Perché? «Perché ha atteso oltre 45 giorni per il varo di questo governo scontrandosi con chi, mediante un tentativo velleitario – e contro l'evidenza dei numeri! – si ostinava a non volerlo fare. Perché siamo stati noi che abbiamo sempre garantito l'appoggio all'esecutivo». Ma ultimamente minacciate di staccare la spina a giorni alterni. «Faccio il sindaco e so bene che il sistema delle minacce è irrilevante. Tra l'altro non mi sembra vi siano state particolari minacce, anzi: ultimamente ha sempre prevalso il senso di responsabilità». Da sindaco e da vicepresidente dell'Anci come guarda al “partito dei sindaci” che è molto forte nel Pd? E nel Pdl? «Nel Pd è molto forte, ma lo è anche nel Pdl. Magari è meno evidente e meno ascoltato, ma è sempre stato forte anche nel mio partito. Oggi forse lo è un po' meno a livello numerico, ma io per primo sono a favore del rilancio della politica degli enti locali nel centrodestra, che considero uno straordinario patrimonio. Anzi: credo che rappresentino proprio una base solida per il rilancio del centrodestra». In che modo? Ha qualche proposta “in cantiere”? «Ci faremo sentire presto. Ora è necessario parlarci e confrontarci per ripartire e costruire il centrodestra che verrà». Cosa vede in questo “centrodestra che verrà”? «Sono positivo a riguardo. Fortunatamente viviamo in un Paese che ha dimostrato più volte di essere lontano dalla logica di sinistra (soprattutto quella legata al Muro di Berlino e a temi vecchi). L'Italia non è un Paese di sinistra. E comunque, posso aggiungere una cosa?». Prego. «Da giovane, abituato alle sfide, vedo in ogni momento di difficoltà un'opportunità per le nuove potenzialità: mi hanno insegnato che i vuoti non esistono, si riempiono velocemente». Considera un'opportunità anche il fatto che quando si tornerà al voto probabilmente Berlusconi non potrà più ricandidarsi? Continuerà a portare avanti il percorso già intrapreso (i formattatori, ndr)? «Non ho mai smesso di portare avanti un progetto che punta sulle nuove potenzialità del centrodestra. Oggi ci troviamo in una fase nuova, ma comunque non mi piace parlare dell'inagibilità politica di Berlusconi. Per il nuovo centrodestra, comunque, dovrà arrivare una democratica, partecipativa ed energica spinta dal basso».        
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