Borghezio (Ln): «La Padania è la nostra Baviera. Sì a Tosi come anti-Renzi»

16 settembre 2013 ore 16:28, Francesca Siciliano
Borghezio (Ln): «La Padania è la nostra Baviera. Sì a Tosi come anti-Renzi»
«Guardare al modello tedesco della Csu-Cdu come fonte di ispirazione anche per l'Italia, subito dopo aver realizzato la macro-Regione». Mario Borghezio, eurodeputato leghista, all'indomani della vittoria bavarese della Csu, intervistato da IntelligoNews, commenta positivamente l'assetto politico-sociale che si va delineando in Germania. Un assetto da Grosse Koalition che qui in Italia è impossibile da realizzare. Perché? «Colpa di “questa” sinistra!». Mario Borghezio, la vittoria bavarese della Csu andrebbe considerata nell'ottica del modello al quale Bossi e Maroni vorrebbero ispirarsi? «Ovviamente sì. A mio avviso - e lo dico avendo avuto modo di visitare la meravigliosa Baviera in occasione della campagna elettorale – è una regione che gode di una situazione politico-sociale ottimale per uno schieramento Csu-Cdu. L'assetto politico tedesco, dunque, dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per molti Paesi europei, soprattutto quelli di tradizione cattolica e democratica come l'Italia. Noi, proprio con la proposta della macro-Regione, dovremmo seguirlo». In Germania, dunque, si va di nuovo verso la Grosse Koalition. Chiedo a lei, in quanto esponente di un partito d'opposizione a livello nazionale, come mai qui in Italia le Larghe Intese non funzionano? «La situazione del nostro Paese è molto diversa, perché molto diversa è la sinistra italiana». Può spiegarsi meglio? «La nostra non è una sinistra moderna, non ha abbandonato la sua visione centralista. È una sinistra abituata a contrastare qualsiasi politica basata sul decentramento e sulla necessità di trasferire i poteri “che contano” alla “periferia”. Le pare poco?». Passiamo a “casa nostra”. Nei giorni scorsi, ad Atreju, c'è stato un confronto tra Tosi e la Meloni. Come guarda a questa nuova Costituente di destra che si sta formando alla destra del Pdl? «È una questione molto importante. La figura di Tosi, tra l'altro, è indubbiamente molto forte e mi auguro possa concorrere al rinnovamento della politica e della Lega. Sono ben contento che “a destra” se ne siano accorti e che lui, a sua volta, abbia saputo cogliere molto bene questa occasione». Che ne pensa della bagarre Bossi-Tosi? «Non gli darei troppa importanza. Bossi, ancora oggi, ha delle cose molto più importanti da dire, sia al movimento che al Paese».  
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