La pitonessa morde Alfano, ma gli “anticorpi” pidiellini si ribellano

16 settembre 2013 ore 16:55, Francesca Siciliano
La pitonessa morde Alfano, ma gli “anticorpi” pidiellini si ribellano
Tutti contro Daniela Santanché. E non sarebbe una notizia degna di nota se per “tutti” non si intendesse il Pdl. In queste ore, infatti, e a meno di due giorni dal voto in Giunta sulla decadenza di Berlusconi da senatore, un fuoco di fila interno si sta scatenando contro la pitonessa, rea di aver rilasciato un'intervista a “Il Tempo” con tanto di dichiarazioni poco “garbate” nei confronti di Angelino Alfano.
Parlando della nuova Forza Italia la Santanché ha dichiarato che «sarà un partito presidenziale, con a capo Berlusconi e senza segretario. Così – ha aggiunto - elimineremo tutti quei lacci e lacciuoli tra la gente e il presidente». Parole apparentemente in linea con i principi alla base della (ri)fondazione di Forza Italia (un partito snello, scevro di burocrazia squisitamente partitica) che, però, ha fatto venire il mal di pancia a diversi big pidiellini. Il primo è stato Fabrizio Cicchitto che, in una nota diffusa alle agenzie di stampa, ha affermato: «Francamente sono molto sorpreso per la polemica di Daniela Santanché nei confronti di Angelino Alfano». Una polemica «sbagliata nei contenuti e nel momento scelto – ha continuato Cicchitto - visto che oggi lo scontro politico è concentrato sul ruolo e il futuro di Berlusconi sottoposto ad un durissimo attacco politico e giudiziario. Questo dovrebbe essere il momento dell'unità e non della divisione. Per di più la Santanchè non deve mai dimenticare che è responsabile dell'organizzazione del partito e che quindi dovrebbe svolgere un ruolo di garanzia e di mediazione nei confronti di tutti e non di divisione». Sulla stessa scia il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: «La dichiarazione di oggi di Daniela Santanché è stata inopportuna per tempi e modi in una fase in cui siamo tutti uniti, vicini a Berlusconi. Sembra che la sua intenzione sia quella di spaccare il partito. Mi sembra - ha proseguito il ministro - lo scorpione sulla rana, dove Forza Italia è la rana che ci porta tutti fuori dal fiume, ma il suo istinto la porta a uccidere Forza Italia come lo scorpione fa con la rana». Ci aggiunge un pizzico di ironia, pur uniformandosi al coro, Renato Brunetta: «Basta al "vociare delle comari” e dei compari golosi di predilezioni e di incarichi che fanno solo un danno al Pdl. Mentre il Pd vede all'opera l'asfaltatore Renzi, constato che l'irresponsabilità del sindaco di Firenze trova incauti epigoni anche nel Pdl». E il capogruppo pidiellino alla Camera si chiede: «A chi giova infatti l'azione privata e pubblica di personaggi che usano la vicinanza vera o presunta al presidente Berlusconi per fomentare divisioni risibili tra falchi e colombe credendo di averne improbabili vantaggi?». Tenta di gettare acqua sul fuoco il sobrio Daniele Capezzone: «Mi permetto solo di dire agli amici e alle amiche che stanno reagendo, con toni a mio avviso eccessivi e fuori misura sull'intervista odierna di Daniela Santanché, che non dobbiamo avere un approccio timoroso rispetto a una discussione interna, purché ovviamente, reciprocamente rispettosa, com’é sempre giusto che sia».
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