I canili lager in Italia indignano più degli asili dell’orrore

16 settembre 2014 ore 10:17, Americo Mascarucci
I canili lager in Italia indignano più degli asili dell’orrore
Ma è mai possibile che la vita degli animali debba venire prima dei sacrosanti diritti delle persone? Tralasciamo la vicenda dell’orsa Daniza rimasta vittima del malestro tentativo di cattura da parte di soggetti incapaci ed incompetenti, che nell’anestetizzarla hanno finito con l’accopparla del tutto. La Procura di Trento ha aperto un’inchiesta per accertare la sussistenza delle relative ipotesi di reato. Certo che è stato un vero peccato aver eliminato un esemplare così bello, ma premesso ciò si ha come la sensazione che in Italia la difesa degli animali abbia raggiunto livelli di estremismo e di esagerazioni tali da far girare le scatole a chi, pur amando le bestie, non è disponibile ad accettare che la loro tutela venga privilegiata rispetto ai legittimi interessi degli esseri umani. Tipo, tanto per fare un esempio, il pastore che ha avuto il gregge decimato dall’orsa ed ha subito un rilevante danno economico. E’ stato detto che l’orsa le pecore non le uccideva per il gusto di ucciderle, ma per procacciare il cibo ai suoi cuccioli. Benissimo, e allora il pastore dove dovrebbe andare a recuperare i mancati incassi della vendita degli agnelli o del latte? Dovrà andare a rubare? No, a meno che non voglia finire dietro le sbarre, perché nel mondo umano chi ruba commette un reato anche se lo fa per sfamare i propri figli. Sembra una barzelletta, invece purtroppo è la realtà dei fatti. L’agricoltura è in ginocchio a causa delle avverse condizioni meteo che hanno flagellato mezza Italia, ma come se ciò non bastasse, ci pensano pure i cinghiali a distruggere quel poco di buono che è avanzato. Chi ha la sfortuna di possedere appezzamenti in prossimità di boschi popolati da fauna selvatica, è destinato ad avere i propri terreni letteralmente devastati dal passaggio dei suini. Guai però a sparare ai cinghiali, la fauna selvatica va preservata e protetta. La possibilità di fare ricorso alle battute selettive è ridotta al lumicino, sono consentite solo al netto di tassative prescrizioni e guai a sforare; gli agricoltori da anni fanno presente che le giornate riservate alla caccia al cinghiale dai calendari venatori regionali, sono troppo poche a fronte di una proliferazione straordinaria della fauna selvatica. Niente da fare, i cinghiali vanno protetti perché devono garantire “l’equilibrio naturalistico ed ambientale del territorio”. E i danni che subisce l’agricoltore chi li paga? Gli enti locali ovviamente, con soldi pubblici, cioè di tutti i contribuenti. E alla fine l’indennizzo per le devastazioni subite sarà sempre molto inferiore all’entità reale del danno, perché gli enti locali i soldi per soddisfare le esigenze di tutti non li hanno; quindi l’agricoltore ci avrà rimesso a prescindere perché sarà costretto ad accettare quel poco che gli sarà concesso, del tutto insufficiente a rimborsare le spese del raccolto distrutto. E dei lupi, ne vogliamo parlare? Sono specie protetta e poco importa se fanno strage di pecore, capre, agnelli e vitelli ecc. E’ l’istinto che li porta a questo sostengono i pasdaran dell’animalismo, non lo fanno per cattiveria ma per mangiare. E gli agnellini sbranati, non fanno pena a nessuno? No, ci indigniamo soltanto per quelli cucinati a Pasqua. Al fine di proteggere la specie ed evitare che si estingua (intanto con questa scusa cinghiali e lupi proliferano a dismisura), agli allevatori di bestiame non resta che prenderla in quel certo posto. A proposito, se in questo periodo vi va di andare a funghi e avete anche ottenuto l’abilitazione e il relativo tesserino dietro versamento di apposita tassa, meglio rinunciare, rischiate di imbattervi in un orso, in un lupo o in qualche cinghiale, che per proteggere i propri cuccioli potrebbero aggredirvi. Pregate di uscirne vivi, seppur con qualche ammaccatura, e non provate a lamentarvi perché la colpa sarà soltanto vostra che ve ne andate a spasso nei boschi a disturbare la quiete dei poveri animali. Eh sì, perché il diritto delle bestie di proteggere i propri piccoli, viene prima del diritto del cittadino di andarsene tranquillamente nei boschi. Del resto perché stupirsi? Non è forse vero che i canili lager in Italia indignano sempre molto più che gli asili dell’orrore? Poi si scopre che il presunto pedofilo che ha seviziato e ammazzato una bambina aveva la bacheca facebook piena di appelli in difesa degli animali, magari anche con qualche richiamo ad un inasprimento delle pene per chi abbandona i cani sull’autostrada. Eh già, perché non ripristinare la “gloriosa” ghigliottina?
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