Sinodo, nella squadra di Bergoglio gli opposti Scola e Tettamanzi

16 settembre 2015, Americo Mascarucci
Sinodo, nella squadra di Bergoglio gli opposti Scola e Tettamanzi
Scola e Tettamanzi al Sinodo ordinario della Famiglia; l’arcivescovo attuale di Milano e quello emerito, attestati su posizioni opposte per ciò che concerne i temi oggetto di discussione, conservatore il primo, progressista il secondo, si confronteranno non più soltanto sui giornali o all’interno dell’arcidiocesi ambrosiana, ma direttamente nell’assemblea sinodale. 

Scola è stato indicato dalla Conferenza Episcopale, Tettamanzi direttamente da Francesco e non era presente al Sinodo straordinario dello scorso anno. Una scelta voluta dal Papa per controbilanciare il fronte dei conservatori? Non sembrerebbe proprio, perché oltre a Tettamanzi, sono stati scelti personalmente da Bergoglio anche l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra e l’ex segretario di stato di Giovanni Paolo II Angelo Sodano, entrambi conservatori. Ma pare che l’aiuto concreto a Francesco per poter avviare le riforme auspicate dovrebbe arrivare dalle nomine straniere, soprattutto quelle provenienti dai continenti extra Europa. 

Ma andiamo per ordine. Il conto alla rovescia in vista dell’apertura del Sinodo ordinario sulla famiglia chiamato a definire la nuova pastorale sulla Famiglia e dare risposte a tematiche molto attese quanto dibattute come la riammissione dei divorziati risposati all’Eucaristia, l’approccio nei confronti delle coppie di fatto e le unioni gay, è iniziato. 

Si svolgerà dal 4 al 25 ottobre e come annunciato dal segretario generale del Sinodo, il cardinale Lorenzo Baldisseri, il 17 ottobre, sarà dedicata una intera mattinata alla commemorazione del cinquantennale di istituzione dell’assemblea sinodale, voluta da Paolo VI in attuazione dei principi del Concilio Vaticano II. È prevista una grande partecipazione di istituzioni ecclesiali con il cardinale di Vienna Christoph Schönborn che farà una relazione sui cinquant’anni dell’attività sinodale seguito da cinque interventi dai diversi continenti. 

Tornando al Sinodo, c’è grande attesa per le decisioni che l’organismo andrà a proporre a papa Francesco sui tanti temi all’ordine del giorno strettamente legati alla pastorale della Famiglia. Il Sinodo sarà composto di diritto dai rappresentanti degli episcopati, dai capi-dicastero di Curia, dai membri delle Chiese orientali, oltre a collaboratori del segretario speciale, uditori e uditrici, delegati fraterni. 

A questi si sono aggiunti quarantacinque padri sinodali nominati direttamente da Papa Francesco. E qui a scorrere i nomi dei porporati voluti personalmente da Bergoglio non mancano le sorprese. 

Compaiono i nomi dei cardinali Caffarra e Sodano, quelli del Segretario del Vaticano Giuseppe Bertello e di monsignor Elio Sgreccia che andranno ad aggiungersi agli altri membri italiani eletti dalla Conferenza Episcopale e cioè; il presidente Angelo Bagnasco, l’arcivescovo di Milano Angelo Scola e quello di Parma Enrico Solmi. Porporati e vescovi inquadrati nel fronte dei conservatori. Non meno nutrito però il fronte dei progressisti italiani anche questi scelti da Francesco. 

Oltre a Franco Giulio Brambilla, monsignor Bruno Forte vescovo di Chieti e Vasto e segretario speciale del Sinodo e a Tettamanzi compaiono l’arcivescovo di Ancona Edoardo Menichelli e quello di Agrigento Francesco Montenegro entrambi nominati cardinali da Bergoglio nell’ultimo concistoro, l’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, il vescovo di Albano Marcello Semeraro, monsignor Pio Vito Pinto decano della Sacra Rota, il direttore di Civiltà Cattolica Antonio Spadaro, più due parroci, Saulo Scarabattoli di Perugia e Roberto Rosa di Trieste. 

Il fronte degli innovatori sembrerebbe poi rafforzato nelle scelte di Francesco dalla presenza dell’austriaco Walter Kasper, teologo della riammissione dei divorziati risposati all’Eucaristia e dell’arcivescovo di Vienna Schoenborn. Poi ci sono i porporati stranieri anche questi voluti da Bergoglio che sono; Fox Napier (Durban), Maradiaga (Tegucicalpa), Erdo (Budapest), Martinez Sistach (Barcellona), Monsengwo Pasinya (Kinshasa), Wuerl (Washington), Damasceno Assis (Aparecida), Dolan (New York), Tagle (Manila), Lacroix (Quebec), Ouedraogo (Burkina Faso), Dew (Wellington in Nuova Zelanda),Suarez Inda (Messico), Sturla Berhouet (Montevideo), Lacuna Maestrojuan (David a Panama), Mafi (Tonga) Porrai Cardozo (Venezuela), Spiteris (Grecia),Ulrich (Francia), Aguiar Retes (Messico), Castriani (Brasile), il gesuita argentino Fernandez, Cupich (Chicago), Murry (Usa), Gaza Trevino (Messico), Van Looy (Belgio), François-Xavier Dumortier (rettore della Gregoriana), il presidente della Facoltà di Utrusque iure della Pontificia università Lateranense Manuel Jesus Arroba Conde. Insomma i giochi sono fatti, adesso la parola passerà direttamente ai padri sinodali che saranno chiamati a discutere sulle linee dell’Istrumentum Laboris, il documento di elaborazione delle proposte scaturite dall’assemblea straordinaria dell’anno scorso. Un documento propositivo che sembra mediare fra le posizioni in campo ma che non soddisfa in primo luogo i progressisti decisi a dare battaglia per ottenere maggiori aperture. 

Secondo Baldisseri con questo Sinodo si andrà a realizzare un ulteriore tassello del Concilio Vaticano II ossia quello della collegialità episcopale. Tra gli uditori infine compaiono diverse donne e teologhe fra le quali la firma dell'Osservatore Romano Lucetta Scaraffia) nonché, come già l'anno scorso, molte coppie di sposi.
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