Profughi, ora è la Croazia la nuova meta

16 settembre 2015, Marco Guerra
Profughi, ora è la Croazia la nuova meta
Sono 367 i migranti arrestati in Ungheria a due giorni dall’entrata vigore della nuova legge anti-immigrazione voluta dal presidente Orban.  316 sono accusati di aver danneggiato la barriera di filo spinato eretta alla frontiera serba e 51 per averla semplicemente attraversata, reati per i quali rischiano rispettivamente 5 e 3 anni di carcere. Intanto prosegue il blocco nei pressi della ferrovia che attraversa il confine tra Ungheria e Serbia, valico che, solo lunedì scorso, ha visto il passaggio di circa 10mila migranti. 

E questa notte centinaia di profughi hanno dormito nelle campagne circostanti il confine, dopo che ieri hanno inscenato vibranti proteste e uno sciopero della fame.

Ora si teme che il flusso si sposti verso la Croazia – porta di ingresso alternativa nell'Unione Europea - alla cui frontiera stamani è arrivato un primo autobus con 30-40 persone, per la maggior parte siriani e afgani con bambini.

La fermezza ungherese ha riacceso un atteggiamento di chiusura con un contagio a catena in mezzo continente.  Germania, Danimarca, Olanda, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e anche l'Austria hanno deciso di ripristinare i controlli ai loro confini. Il prossimo 22 settembre torneranno a riunirsi i ministri degli Affari interni dell’Ue, dopo il vertice di lunedì terminato senza un accordo sulle quote obbligatorie di redistribuzione di 120 mila richiedenti asilo, presenti attualmente in Italia, Grecia e Ungheria. 

La cancelliera Merkel chiede ad Atene e Roma l’allestimento di centri di identificazione “senza i quali – avverte - non può esserci la distribuzione equa” dei migranti. Spesso le autorità elleniche e italiane sono infatti accusate di non identificare i migranti per consentire loro di raggiungere i Paesi del Nord Europa. Sulla crisi migratoria è intervenuto anche il presidente Usa Obama invocando una maggiore collaborazione tra i  Paesi di tutta l’Ue.


autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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