Giorgia Meloni (FdI): "Atreju 2015, la rinascita di una nuova proposta politica"

16 settembre 2015, Marco Guerra
Giorgia Meloni (FdI): 'Atreju 2015, la rinascita di una nuova proposta politica'
“La politica come strumento per essere di nuovo artefici del destino comune”. È il messaggio che intende lanciare Atrej 2015, la kermesse di Fratelli d’Italia, che si terrà a Roma dal 25 al 27 settembre. Tutto pronto quindi per quello che forse è rimasto l’unico appuntamento che ancora riesce a stagliarsi fra le macerie della cultura della destra italiana. IntelligoNews ne ha parlato in anteprima il presidente del partito, Giorgia Meloni.

18 anni di Atreju, si potrebbe dire l'unica cosa rimasta in piedi della destra…

“Non l’unica, ma certamente una delle espressioni più sincere della destra italiana. Il protagonismo dei suoi giovani, il rispetto delle identità altrui a partire dalla difesa della propria, sono caratteristiche tipiche della nostra storia. E Atreju ne è sempre stato il teatro privilegiato. Una specie di grande contenitore di passioni e idee che a sua volta è stato capace di essere anche contenuto. Uno spazio fisico e ideale che ha saputo prescindere dalle vicissitudini drammatiche della nostra comunità politica, a partire dallo scioglimento di Alleanza Nazionale. Io penso che come tutte le cose vere, Atreju abbia potuto sopravvivere a tutto perché non influenzabile dalla volatilità del marketing politico. Qui ci sono ragazzi e ragazze, ormai soprattutto uomini e donne, che spendono una buona parte della loro estate ogni anno per essere l’evento oltre che assistervi passivamente. Lo fanno con lo stesso spirito di 18 anni fa: pratico, avanguardista, irriverente con i potenti, ma sempre rispettoso di tutti. Soprattutto delle posizioni ideologiche più distanti dalla nostra”.

Cosa rappresenta Atreju per le giovani generazioni?

“Un’isola nel mare del nulla. Scegliemmo il nome Atreju, il protagonista de La Storia Infinita di Michael Ende, proprio perché incarnava l’ideale di un giovane in lotta contro il Nulla. Un nemico subdolo che svuota il mondo e le giovani generazioni della voglia di lottare per sé stessi e per gli altri. Oggi come 18 anni fa ci sarà sempre bisogno di giovani disposti a non essere semplici spettatori della vita. La politica ti offre proprio questa possibilità, quella di essere artefice del destino comune. Senza limitarsi a commentare le cose che non vanno su internet o peggio ancora a disinteressarsene completamente”.

Ospiti di rilievo politici e non...

“Tanti, come sempre. Dalla politica all’economia, passando per l’arte e lo spettacolo, Ma cambieranno tante cose rispetto alle edizioni passate. Nuova la collocazione, presso le Officine Farneto, uno spazio polifunzionale di straordinaria bellezza all’interno del Foro Italico di Roma. Nuova la formula, con tre momenti principali: uno spazio più consueto destinato al confronto tra persone e opinioni talvolta anche molto distanti tra loro, un altro completamente nuovo in cui si alterneranno uomini e donne con una storia interessante da raccontare e insieme disegnare l’Europa e l’Italia come dovrebbero essere, ma oggi non sono affatto”.

E infine: Officine Italia, un appuntamento quotidiano dedicato alla ricomposizione del centrodestra, un luogo politico in cui riporre energie e speranze in un destino diverso da quello ormai lacero e depresso a cui siamo stati consegnati. È questo lo spirito?

“Tre giorni anziché cinque, ma pieni di storie e di protagonisti della politica, dell’arte, dello sport, dell’economia, della solidarietà, del cosiddetto “made in Italy” che non si arrende e rilancia”.

Quale pensa sarà il messaggio che questa manifestazione riuscirà a lanciare?

“Atreju 2015 è diventato grande, addirittura maggiorenne, non è più la festa dei giovani che cominciano il loro percorso politico. Eppure Atreju non perderà mai la sua capacità di sorprendere, fiero di ciò che è stato e consapevole di ciò che deve essere. Vuole dare il suo contributo alla rinascita di una proposta politica alternativa al nulla di Renzi e di Grillo. E lo farà alla sua maniera. Ci vediamo tutti a Roma”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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