Giubileo, Marino da Floris è sicuro: "Nessun pericolo"

16 settembre 2015, Americo Mascarucci
Dopo Lilli Gruber è toccato a Giovanni Floris nella prima puntata della nuova stagione di “diMartedì’ raccogliere la difesa a tutto campo del sindaco di Roma Ignazio Marino. Le tribune de La7 sono evidentemente quelle in cui il primo cittadino si sente maggiormente a suo agio

Giubileo, Marino da Floris è sicuro: 'Nessun pericolo'
In sostanza Marino ribatte sugli stessi argomenti che erano stati al centro qualche sera fa della puntata di Otto e mezzo. Ribadisce di non avere problemi con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e anzi di sentirsi da questi tutelato. E’ tornato a sparare a zero contro il Partito Democratico romano che ha creato problemi seri alla sua amministrazione in questi anni e ha frapposto più di un ostacolo al rimpasto della sua giunta. 

Ma è soprattutto sul Giubileo che si concentra la difesa più appassionata di Marino. Perché, è proprio sulla gestione delle opere del Giubileo che più si nota la “sfiducia” del Governo Renzi nei confronti dell’effettiva capacità del sindaco e della Giunta di condurre in porto appalti e lavori senza l’ombra di “Mafia Capitale” alle spalle; una diffidenza che ha portato il Premier ad affidare il grosso della responsabilità al Prefetto di Roma Franco Gabrielli, affiancando a Marino una sorta di super tutore. Il primo cittadino tuttavia non ci sta ad avvalorare questa chiave di lettura e soprattutto non accetta la tesi di chi ritiene la nomina a commissario di Gabrielli, indispensabile a scongiurare infiltrazioni mafiose negli appalti del Giubileo: «Nessun pericolo – ha assicurato il sindaco - Abbiamo organizzato il sistema in modo che tutto sia controllato, abbiamo un assessore alla Legalità (Alfonso Sabella) che di criminalità se ne intende avendo arrestato Brusca, quello che sciolse un bambino nell’acido (il figlio del pentito Di Matteo ndr). Il Giubileo – ha proseguito il sindaco - porterà nella nostra città 5.000-5.500 posti di lavoro in più. E la costruzione dello stadio porterà un miliardo e mezzo di investimenti e altri 5.000 posti di lavoro. Il lavoro è un altro, degli elementi centrali per contrastare la criminalità».

In parole povere, va bene la nomina di Gabrielli, ma Marino sembra voler dire che in fondo non ce ne sarebbe stato nemmeno bisogno, visto che comunque la sua Giunta avrebbe saputo prevenire e contrastare l’eventuale tentativo della criminalità organizzata di inserirsi nella partita del Giubileo. 

Eppure il coinvolgimento dell’ex assessore Daniele Ozzimo nell’inchiesta “Mafia Capitale” è al vaglio delle indagini, così come i suoi rapporti con Salvatore Buzzi, che fa ipotizzare agli inquirenti che Ozzimo fosse il principale referente del “ras della solidarietà” in Campidoglio. 

Ma Marino, Ozzimo lo ha scaricato da tempo e oggi dichiara che, fosse stato per lui, l’assessore non l’avrebbe mai fatto. «Non li ho scelti io – risponde Marino con riferimento all’ex assessore e ai consiglieri comunali del Pd coinvolti nell’inchiesta - Sono stato il primo a dire che avevo degli ostacoli importanti dal Pd romano”

Della serie: non li ho voluti io, mi sono stati imposti. 

In tutto questo la domanda finale che tutti si pongono è se per Roma ci sarà davvero la possibilità di risollevarsi dal degrado. “Ce la faremo – assicura Marino - anche se dovremmo avere le risorse che hanno le altre grandi capitali come Londra e Parigi a cui viene riconosciuto il ruolo di capitale. Roma è una città che ci invidia tutto il mondo». Ci invidia o ci invidiava? Purtroppo la domanda non è soltanto retorica.
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