Donna tentatrice come Eva, basta pregiudizi: parola del Papa

16 settembre 2015, Americo Mascarucci
Donna tentatrice come Eva, basta pregiudizi: parola del Papa
"Esistono molti luoghi comuni, alcuni anche offensivi, sulla donna tentatrice, invece c'è spazio per una teologia della donna che sia all'altezza di questa generazione di Dio".

Lo ha detto Papa Francesco aggiungendo fra l’altro che "la donna, ogni donna, porta una segreta e speciale benedizione per la difesa della sua creatura dal maligno, come la donna dell'Apocalisse che corre a difendere il figlio dal drago e lo protegge". 

Non è la prima volta che Bergoglio si esprime in maniera positiva nei confronti della donna anche se non è certamente con lui che la Chiesa ha valorizzato la presenza femminile. La cultura cristiana, diversamente da quella ebraica e musulmana, ha sempre esaltato la donna, come dimostra anche la devozione verso Maria, la prescelta da Dio per realizzare il grande progetto della salvezza attraverso la venuta al mondo del Salvatore. Sempre il Cristianesimo, ma ancora di più la religione cattolica fortemente legata al culto mariano, presenta Maria come la “Nuova Eva” proprio per superare il concetto della “donna tentatrice” tipico retaggio dell’ebraismo. Se Eva è stata infatti la madre di tutti i viventi, colei che tentando l’uomo ha dato origine al peccato, un’altra donna, Maria appunto, diviene lo strumento della salvezza. 

La Chiesa ha poi conosciuto nel corso dei secoli straordinarie figure femminili elevate alla santità, da Santa Caterina da Siena a Santa Rita da Cascia, passando per Santa Brigida di Svezia proclamata co patrona d’Europa insieme a San Benedetto, a dimostrazione di come la Chiesa Cattolica non sia affatto maschilista come la si vorrebbe dipingere. Altro discorso poi riguarda il sacerdozio femminile che la Chiesa cattolica, diversamente dal protestantesimo, non ha mai riconosciuto; questo perché Gesù come riportato nei quattro vangeli ufficiali, ha scelto come apostoli esclusivamente uomini dimostrando come la successione apostolica sia di fatto, solo ed unicamente, maschile. Tornando a Bergoglio, come detto, non è la prima volta che parla delle donne fino quasi a lasciar intendere la possibilità di aprire loro le porte della Chiesa elevandole a ruoli di prestigio. Un’idea che in verità era stata già caldeggiata da Giovanni Paolo II il quale, secondo fonti attendibili, pare avesse provato a sondare la possibilità di nominare cardinale madre Teresa di Calcutta, ipotesi poi sfumata poiché ritenuta da Wojtyla non praticabile, non essendo la Chiesa in quel momento abbastanza matura per accettare una novità tanto rivoluzionaria. 

Francesco è più volte intervenuto sull’argomento ribadendo in pratica l’impossibilità per la Chiesa di ordinare le donne, ma valorizzando nel contempo il ruolo della donna nella Chiesa. Ecco ad esempio cosa disse nel settembre del 2013 ai giornalisti durante il viaggio di ritorno dal Brasile in occasione della Giornata mondiale della Gioventù: «Una Chiesa senza le donne è come il collegio apostolico senza Maria. Il ruolo delle donne è l’icona della Vergine, della Madonna. E la Madonna è più importante degli apostoli. La Chiesa è femminile perché è sposa e madre. Si deve andare più avanti, non si può capire una Chiesa senza le donne attive in essa. Non abbiamo ancora fatto una teologia della donna. Bisogna farlo. Per quanto riguarda l’ordinazione delle donne, la Chiesa ha parlato e ha detto no. Giovanni Paolo II si è pronunciato con una formulazione definitiva, quella porta è chiusa. Ma ricordiamo che Maria è più importante degli apostoli vescovi, e così la donna nella Chiesa è più importante dei vescovi e dei preti». E il 26 giugno scorso ricevendo in udienza le delegate della Conferenza internazionale Cattolica delle Guide ha ribadito: ““Oggi è molto importante che la donna sia adeguatamente valorizzata, e che possa prendere pienamente il posto che le spetta, sia nella

Chiesa sia nella società. Anche qui, il ruolo di Associazioni educative come le vostre che si rivolgono alle ragazze – ha proseguito – è assolutamente determinante per il futuro, e la vostra pedagogia deve essere chiara su tali questioni. Siamo in un mondo in cui si diffondono le ideologie più contrarie alla natura e al disegno di Dio sulla famiglia e sul matrimonio. Si tratta dunque di educare le ragazze non solo alla bellezza e alla grandezza della loro vocazione di donne, in un rapporto giusto e differenziato tra l’uomo e la donna, ma anche ad assumere responsabilità importanti nella Chiesa e nella società”. E sono in molti a leggere fra le righe degli interventi di Francesco la possibilità che il sogno di Giovanni Paolo II possa realizzarsi. Perché, per essere cardinali non è obbligatorio essere sacerdoti, e quindi, riconoscere il cardinalato ad una donna non significherebbe automaticamente riconoscerle anche l’ordinazione sacerdotale. Ma i tempi stavolta saranno davvero maturi?
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