Ue, a Bratislava il nodo Visegrad tra migranti e Brexit

16 settembre 2016 ore 10:47, Lucia Bigozzi
Nelle intenzioni dei promotori, Bratislava dovrebbe essere la prima tappa per la costruzione della nuova Europa. Il tavolo ha 27 posti, manca la Gran Bretagna che con la Brexit si è chiamata fuori. Al tavolo siedono i capi di Stato e di Governo Ue che proveranno a tracciare una linea su quello che c’è da fare ma anche su “ciò che finora non ha funzionato”. L’agenda si apre con un meeting sul futuro dell’Unione ma non sarà un semplice dibattito perché a questo tavolo, ci sono anche i leader dei Paesi dell’Est – in particolare Polonia e Ungheria – che hanno linee diametralmente opposte a quelle della Merkel e di Renzi. In primis sull’emergenza immigrazione, ma anche sui temi economici legati alla ripresa. 

Qui c’è Visegrad a rappresentare lo scoglio maggiore coi rispettivi Paesi che già hanno minacciato di mettere sul piatto del dibattito la richiesta si modifica dei Trattati, di fatto, per ridimensionare ruolo e poteri della Commissione europea a favore degli Stati nazionali: insomma, una richiesta di maggiore autonomia. Starà a Juncker che della Commissione europea è il massimo rappresentante, cercare una mediazione per evitare una spaccatura a metà dentro i 27. Da questo punto di vista, anche Merkel e Hollande ribadiscono che l’obiettivo è “fissare una tabella di marcia comune che consenta di affrontare con unità i dossier più urgenti relativi alla nuova Europa, anche in vista dell’appuntamento di primavera a Roma (marzo) in occasione del sessantesimo anniversario della fondazione della Comunità economica europea, propedeutica alla nascita dell’Ue.

Infine sul caso Gran Bretagna, la linea che i 27 Paesi dell’Unione dovranno definire e ratificare è ancora da limare. Per il momento la posizione dell’Ue dice esclude trattative con il Regno Unito fino a quando Londra non ufficializzerà l’intenzione di uscire dall’Ue. In questo senso, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, riferirà ai capi di Stato e di Governo degli Stati membri dell’incontro con il primo ministro del Regno Unito, Theresa May.  Il premier italiano Renzi sa che la battaglia è ancora aperta e per questo rilancia il ruolo dell’Italia quando dice: “Noi stiamo rispettando le regole. C'è la regola del deficit, ma anche quella del surplus primario. E' una regola europea che alcuni Paesi, come la Germania, non stanno rispettando. Io chiedo da italiano che le regole devono valere per tutti”. A Bratislava, assicura, porta “la voce di un Paese che si è stancato di avere la liste della spesa delle cose da fare” perché il futuro dell’Europa “non può essere fatto solo di regole”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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