Amendola tra i migranti a Lampedusa: aiuti e polemiche dalla tv a Porta a Porta

16 settembre 2016 ore 13:13, intelligo
di Luciana Palmacci

La vicenda migranti a Lampedusa sbarca in televisione. “Lampedusa – dall’orizzonte in poi” è la nuova miniserie di Rai Fiction in due puntate, prodotta da Nicola e Marco De Angelis per Fabula Pictures, con la regia di Marco Pontecorvo, in onda alle 21.15 su Rai 1 il 20 e 21 settembre, resa possibile grazie alla straordinaria collaborazione della Guardia Costiera e del Comune di Lampedusa. Da un lato i migranti, dall'altro gli eroi e sullo sfondo l’isola italiana, piccola, bella e dannata. Troppo esposta e diventata facilmente il centro dell’umanità. Una terra accogliente, ma spesso abbandonata a sé stessa che lancia un grido di dolore e che vuole andare oltre la notizia, poiché l’emergenza è diventata quotidianità. 
L’idea è venuta a Claudio Amendola, anche protagonista nel ruolo di un maresciallo della Guardia Costiera: “Farà discutere, ma c’è troppa disinformazione e strumentalizzazione sull'argomento” dice l’attore parlando senza mezzi termini; sa che la fiction susciterà polemiche, perché il tema è scomodo e spinoso: “Girando questo film mi sono reso conto di quanta disinformazione ci sia su questo tema. Parliamo di una grande tragedia mondiale che diventa oggetto di propaganda, un sistema per ottenere consensi. Se ne parlerà a Porta a porta e ci saranno particolari ospiti politici. Non vedo l’ora!”. Amendola poi non tralascia parole di encomio per la Guardia Costiera: “Mi piace paragonarla ai Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile. Il lavoro che fanno è sovrastato dall’emergenza e dai volti delle persone che tirano su dall’acqua. Da loro ho imparato quanta umanità e quanto cuore ci vogliano per fare il loro lavoro. È la parte di Italia che mi rende orgoglioso di essere italiano, e mi capita pochissime volte”. 

Amendola tra i migranti a Lampedusa: aiuti e polemiche dalla tv a Porta a Porta

Accanto a lui c’è Viola (Carolina Crescentini) una giovane donna forte che dirige il Centro di Prima Accoglienza dove convivono gruppi, etnie, religioni e culture diverse in condizioni di estrema precarietà. “Quello che ho visto a Lampedusa, durante le riprese, mi ha fatto cambiare punto di vista" dice la Crescentini "e a chi frequenta i salotti televisivi per parlare di migranti, consiglierei di andare a Lampedusa e vedere quanto è drammatica la situazione. Non si può parlare di argomenti delicati se non si è stati testimoni oculari. E non si possono costruire muri perché siamo tutti esseri umani”.
autore / intelligo
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