Export italiano -7,3% su base annua a luglio, ma le colpe sono altrove

16 settembre 2016 ore 14:40, Luca Lippi
La flessione congiunturale dell’export, spiega l’Istat diffondendo il dato, è la sintesi di un calo delle vendite verso i mercati Ue (-1,1%) e di un lieve aumento di quelle verso l’extra Ue (+0,2%).
A luglio 2016, su base annua, la flessione dell’export, pari a -7,3%, è di ampia intensità sia per l’area extra Ue (-8,8%) sia per l’area Ue (-6,1%), ed è significativamente condizionata dalla differenza nei giorni lavorativi (21 a luglio 2016 contro i 23 di luglio 2015). Al netto di questo effetto, si rileva una contenuta flessione tendenziale (-0,9%), sintesi di un calo dell’export per l’area extra Ue (-3,2%) e di un aumento per l’area Ue (+1,1%). La diminuzione tendenziale dell’import (-8,3%) è invece determinata sia dall’area extra Ue (-11,1%) sia da quella Ue (-6,3%).
Nel primi sette mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge 31,1 miliardi (+45,9 miliardi al netto dei prodotti energetici). 
Dalla sintesi così come ci viene offerta dall’Istituto di statistica il dato che emerge è un calo delle esportazioni a luglio (-0,6%), mentre le importazioni aumentano dello 0,5%. Il surplus commerciale è di 7,8 miliardi (+8,1 miliardi a luglio 2015). 

Export italiano -7,3% su base annua a luglio, ma le colpe sono altrove

Perché la frenata dell’export?
Il rallentamento è determinato sostanzialmente dalle condizioni del commercio mondiale in generale, e il conto del deterioramento si presenta anche all’Italia.
L’Istat dichiara che c’è stato un lieve aumento delle vendite extra-Ue, in realtà l’evidenza dei fatti è un’altra, per tre trimestri consecutivi a partire da ottobre dello scorso anno, le vendite nei mercati extra-europei si sono ridotte senza soluzione di continuità (fonte sole24ore), a marzo siamo stati salvati un po’ dagli Stati Uniti verso i quali avevamo in esecuzione una commessa di navi, ma nulla di più.
Il tracollo dei listini energetici dei prodotti acquistati appesantisce il “rosso” anche per le importazioni italiane, che presentano segni meno anche per la parte manifatturiera in senso stretto, con l'unica eccezione dei beni strumentali. Determinante la bolletta “light”, con il crollo dei listini di gas e greggio ad abbattere il nostro deficit in campo energetico, tuttavia, non possiamo evitare di essere risucchiati dall’occhio del ciclone che in un modo o in un altro risucchia tutti, si salva solamente chi aveva più avanzo, ma questo non significa che non trascini nella dinamica negativa anche gli altri.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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