Parisi, Comi (Fi): “Proposte liberali possono essere condivise da Lega. B. sta cercando di ampliare l’elettorato"

16 settembre 2016 ore 12:17, Lucia Bigozzi
“Proposte liberali? Ben venga, questo è sempre stato lo spirito di Fi”. “Se fossi in Berlusconi, vedrei i contributi che le anime di Fi danno e subito dopo svolgerei la funzione di federatore”. Due concetti attorno ai quali ruota il ragionamento sul centrodestra di Lara Comi, europarlamentare di Fi, alla vigilia della convention di Parisi a Milano e del raduno leghista a Pontida. 

La convince l’idea di un centrodestra con un passo più centrista e moderato meno collegato a Lega e FdI? 

"Prima di dire se mi convince o no voglio vedere le proposte: dicono che sono proposte liberali? Ben venga, questo è sempre stato lo spirito liberale di Fi. Penso che gli ideali di Forza Italia possono essere condivisi anche dalla Lega, sul sistema dell’Europa ci sarà un confronto aperto e questo è uno degli aspetti fondamentali che andremo ad analizzare".

A Berlusconi piace questo schema? E quanto conviene rompere o entrare in conflittualità con la Lega di Salvini? 

"Guardi, non c’è nessuna conflittualità nel momento in cui c’è una condivisione di valori, di ideali e di programma. Esattamente come accade in Regione Lombardia dove stiamo governando insieme. Su questo devo dire che l’Ncd governa tranquillamente con noi in Regione Lombardia 
Parisi, Comi (Fi): “Proposte liberali possono essere condivise da Lega. B. sta cercando di ampliare l’elettorato'
 nonostante su questo Salvini continui a dire no ad Alfano. Poi dalle parole ai fatti ci sono le differenze; a Milano la Lega, Ncd, hanno sostenuto tutti insieme Parisi, quindi insieme si può stare".

Da Parisi cosa si aspetta?

"Una serie di proposte liberali come lui ha detto e una spinta legata alla società civile da cui lui proviene".

Molti osservatori rilevano il gioco del doppio binario da parte di Berlusconi e lo si desume dalla presenza di Giovanni Toti alla tre-giorni leghista di Pontida. Non ritiene che oggi con la crisi che ancora morde e con i grandi bisogni irrisolti, questa tattica peraltro non nuova, rischi di demotivare gli elettori di Fi? 

"Il presidente è il presidente e su questo lui è in grado di fare il federatore quindi non vedo questa difficoltà, non sta giocando anzi, sta cercando di ampliare ancora di più l’elettorato". 

Visto che lo conosce bene, se lei fosse in Berlusconi cosa farebbe in questo momento? 

"Vedere quali sono i contributi che le anime di Fi danno e subito svolgerei la funzione di federatore, come ho già detto". 


autore / Lucia Bigozzi
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