Misteri a 5 Stelle: chi mangia la Mangili?

17 aprile 2013 ore 17:07, Francesca Siciliano
Misteri a 5 Stelle: chi mangia la Mangili?
Cosa c'è dietro le dimissioni a tutti i costi della cittadina-senatrice Giovanna Mangili? È il tam tam (parallelo alla rosa quirinalizia) che in queste ore impazza dentro e fuori il Palazzo. Questa mattina, con 186 voti contrari, 57 favorevoli e 8 astenuti, l’Aula di Palazzo Madama ha respinto le dimissioni presentate dalla senatrice eletta nelle file del MoVimento 5 Stelle. Lei è intervenuta spiegando le ragioni del suo passo indietro con un blando «motivi personali»: «Ho compreso i motivi alla base della scelta di questa Assemblea di esprimere voto contrario alle mie dimissioni alla prima votazione, al fine di tutelare il ruolo della istituzione che rappresento. Tuttavia – ha aggiunto - non apprezzando le strumentalizzazioni promosse a fini politici della mia decisione, non ho accolto favorevolmente gli attacchi gratuiti al Movimento 5 Stelle, di cui sono onorata di far parte e a cui ho dedicato, dedico e dedicherò il mio impegno civile». Fronte comune contro la Mangili quello messo in atto da Pd, Pdl e Scelta Civica, tutti d'accordo nel volerci vedere chiaro sulle dimissioni della grillina. Non siamo mica a scuola, la motivazione “motivi personali” non regge come giustificazione di un'assenza, figurarsi come dimissioni dalla carica di senatrice della Repubblica italiana. E poi c'è il fattore Vito Crimi, il personaggio più “losco” dell'intera vicenda, che questa mattina per tutta la durata dell'intervento della senatrice forse dimissionaria non le ha tolto gli occhi di dosso. La piantonava, neanche fosse una pericolosa criminale. «Era circondata dai colleghi del M5S - denuncia Maurizio Gasparri - quasi a volerla controllare: "scena inquietante"» Cosa c'è dietro? Perché i 5 Stelle spingono così tanto per queste dimissioni non concesse e che sono state definite dallo stesso Crimi come un «atto di crudeltà»? La facile malizia induce a credere che la Mangili, agli occhi di Grillo e Casaleggio, possa essere una scheggia impazzita in Parlamento, una che non obbedisce agli ordini di scuderia e che ha intenzioni losche, magari appoggiare il governo - quando ci sarà - su alcune particolari questioni. Potrebbe non essere dura e pura come loro, o poco incline al lavaggio del cervello: mandarla a casa, per il duo, rappresenterebbe un problema in meno da affrontare in questa legislatura. Ma per il momento nessuno può dirlo.              
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