Caso Pertini, Meluzzi: “Dinamiche di bassa macelleria, tipo pajata. Eterologa, si sposeranno tra fratelli prossimamente”

17 aprile 2014 ore 14:44, Marta Moriconi
Caso Pertini, Meluzzi: “Dinamiche di bassa macelleria, tipo pajata. Eterologa, si sposeranno tra fratelli prossimamente”
Alessandro Meluzzi,
non è solo un noto psicoterapeuta e criminologo. Il professore è anche il fondatore della Comunità Agape Madre dell’Accoglienza e in qualità di medico e di esperto a Intelligonews ha spiegato e parlato della cannabis, inserendosi nella polemica che sta tenendo banco e che vede due schieramenti fronteggiarsi sul campo delle differenza tra cannabinoidi sintetici e naturali. Per Meluzzi “è una logica folle”. E provoca gli assertori di certo pensiero ideologico: “Visto che i malati terminali assumono dosi massicce di morfina, facciamolo fare anche gli studenti”. Poi di fronte allo scambio di embrioni dell’Ospedale Pertini parla di “caos che genererà un universo di mostri” e paragona l’errore medico alle dinamiche di “bassa macelleria che si vedevamo una volta al Testaccio”. Professore, la votazione degli emendamenti al decreto legge sugli stupefacenti ha già scatenato polemiche. Il tema è sempre lo stesso: le differenze tra la cannabis nociva e quella lecita, tra la sintetica e la naturale. Ma esistono questa differenze? «Il tetraidrocannabinolo è il principio attivo di tutti gli estratti della cannabis che può presentarsi in composizioni e forme diverse: dall’erba pura che può essere fumata, la cosiddetta marijuana, per arrivare fino all’olio estrattivo delle cosiddette resine di hashish. Ciò che oggi arriva sul mercato sono dosi chimiche 25 volte superiori a quelle tradizionalmente mercificate finora. Quindi, diciamolo chiaramente, una persona che oggi fuma uno spinello di hashish assume un dosaggio che rispetto alle preparazioni classiche è innumerevoli volte più forte, Trovo dunque che non ci sia alcuna ragione per pensare che il tetraidrocannabinolo assunto in forme diverse debba avere un effetto diverso da quello che ha diversamente consumato». Quale effetto? «La neurodislessia: in sostanza si vanno ad alterare le forme della percezione spazio-temporale: oltre al tono dell’umore cambia la percezione della relazione con gli altri, e superato un certo dosaggio c’è un effetto allucinogeno. E’ dunque un elemento che favorisce i deliri giovanili. Parliamo dei rischi che induce alla guida una sostanza del genere?». Teme che una persona che faccia uso di queste sostanze, in qualunque forma le assuma, sia pericolosa alla guida? «Certo, siamo al paradosso che per due bicchieri di birra ritirano la patente e vorremmo sostenere che un uomo che assume una sostanza allucinogena che altera radicalmente la percezione spazio-temporale, venga considerato innocuo? Immaginiamo un ragazzo così come si comporterà rispetto al tempo di una frenata».
Caso Pertini, Meluzzi: “Dinamiche di bassa macelleria, tipo pajata. Eterologa, si sposeranno tra fratelli prossimamente”
Caso Pertini, Meluzzi: “Dinamiche di bassa macelleria, tipo pajata. Eterologa, si sposeranno tra fratelli prossimamente”
Collocare dunque affrettatamente i cannabinoidi sintetici in tabelle diverse dalle altre è un errore? «Il rischio è quello di creare delle traslazioni logiche assolutamente deliranti. Il fatto che questo potente farmaco possa essere usato come la morfina nel malato terminale non significa che si tratti di una sostanza innocua, anzi. Ma ci facciano capire: se permettiamo dosi massicce di morfina in un malato terminale permettiamo anche agli studenti di assumere questa sostanza che è una medicina? E’ una logica folle. Un ragazzo di 18 anni non è un malato terminale». Caso Pertini. Sono stati rintracciati i genitori biologici e la polemica non accenna a diminuire. Il diritto annaspa e insegue una tecnica e una medicina che alcuni definiscono avanzata, ma che altri mettono all’indice. Da medico qual è la sua opinione su questo caso? L’Associazione Coscioni parla di diritto dei genitori biologici sui bimbi. «Rispondo da medico. E’ proprio il caso di dire dal punto di vista della bioetica Oportet Ut Scandala Eveniant (E' necessario che avvengano gli scandali, ndr), perché questo caso ha fatto emergere la contraddizione di una situazione folle. C’è una madre surrogata che però non voleva esserlo, che s rispetto al diritto in atto i trova nella condizione di essere la mater certa. Perché il nostro diritto che è mutuato da quello antico romano madre è colei che conduce la gravidanza. Ma questo non appare più vero nelle gravidanze fatte all’estero dove l’utero viene affittato. In questo caso l’utero non è stato affittato ma colonizzato per un errore. Ci troviamo di fronte ad un giudizio salomonico, perché da una parte c’è una coppia che ha formato gli embrioni e dall’altra una madre che senza saperlo li sta tenendo in grembo. Il conflitto è irrisolvibile. Una è portatrice di un diritto genetico reale ma che giuridicamente ancora non è, dall’altra c’è una madre gestante che ha dalla sua le ragioni dell’attuale diritto ma che non è generatrice dei geni di quelle creature». Insomma siamo di fronte a cosa dal punto di vista scientifico? «Queste cose sono un orrore e l’ospedale Pertini mi ha fatto ricordare in questa vicenda - e con le dovute differenze - certe dinamiche di bassa macelleria che una volta vedevamo soltanto al Testaccio dove preparavano la pajata. Viviamo in questo carnaio di cose che diventeranno più sconvolgenti quando la pratica della fecondazione eterologa diventerà diffusa. Fino al caso del genitore che in un secondo tempo rilevò di aver donato il seme a 547 fecondazioni assistite e che quindi risulta essere il padre di tutte queste persone. Ora 173 figli lo vogliono incontrare. Capite cosa significherà questo? Arriveremo al punto di scoprire fratelli coniugati, per esempio. Tutto questo genera un orizzonte di caos di fronte al quale non si può tacere, non per bigottismo o atteggiamento confessionale. La natura ci ha messo milioni di anni per generare la vita e per mantenerla. Non si può nel nome della libertà sovvertire tutto, si rischia di generare un universo di mostri».
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