Svolta contratti FCA, Marchionne è meglio di Renzi

17 aprile 2015, Luca Lippi
Svolta contratti FCA, Marchionne è meglio di Renzi
Svolta nella modulazione dei contratti di lavoro? Sta(s)volta anche i sindacati sono concordi e Marchionne traccia una linea guida. Allo stato attuale meglio di Renzi.
 

Il plauso a Marchionne è per l’Amministratore, a lui dell’Italia interessa poco o poco più di niente (è svizzero da una vita) quindi si occupa degli interessi dell’azienda, e come ogni amministratore (o imprenditore) facendo gli interessi dell’azienda procura benefici anche a chi ci lavora. Stiamo parlando del fatto che i 48 mila dipendenti di Fiat Chrysler Automobiles in Italia parteciperanno al risultato del gruppo e avranno dei premi legati all’andamento dell’azienda. Ad annunciarlo è lo stesso amministratore delegato ai sindacati che incontra al Lingotto ed è questo l’evento storico della giornata. L’operazione avrà un costo per Fca di oltre 600 milioni di euro in quattro anni. Dice Marchionne: “Se gli obiettivi finali del piano saranno quelli attesi, e sono sicuro che lo saranno, tutti i nostri lavoratori in Italia avranno vantaggi economici di assoluto rilievo, che deriveranno direttamente dal loro lavoro e dal loro impegno”, sottolinea Marchionne, che parla di “un significativo passo in avanti nel coinvolgimento delle persone per raggiungere i risultati del piano industriale”. 

Con il nuovo sistema retributivo, in quattro anni un operaio specializzato guadagnerà tra i 7.000 e i 10.700 euro in più. Due gli elementi addizionali al salario base. Il primo sarà basato sui risultati raggiunti nei singoli impianti produttori al termine di ciascun anno fiscale: il provento si attesterà al 5% del salario base con la possibilità di salire al 7,2% in caso di sovra performance. Il secondo elemento variabile sarà correlato al raggiungimento di target finanziari nell’area EMEA e ammonta, in totale, al 12% del salario base (20% in caso di andamento particolarmente positivo). In caso di performance in linea con i target, calcola FCA, il bonus per un lavoratore di "categoria media”, sarà di 1.400 euro annui nel 2015-17 e di 2.800 euro nel 2018. Nel caso la performance dovesse superare i target, i proventi saliranno rispettivamente a 1.900 e a 5mila euro. Se nessun obiettivo dovesse essere raggiunto, sarà corrisposto un bonus minimo di 330 euro annui.

Non è proprio un colpo di genio, piuttosto di buon senso, quello che ci voleva per rimuovere lo strato di tutela spropositata maturata negli anni del boom economico a favore di lavoratori in ciabatte che ancora oggi sbeffeggia la crisi, sicuro di non perdere “diritti acquisiti” che valgono meno della metà della competenza che è capace di manifestare. 

La differenza fra Marchionne e Renzi è la competenza? 
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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