Cristiani in mare, Di Stefano (Cpi): “Pronti a una nuova Tor Sapienza. Io in Umbria sfiderò l'immigrazione”

17 aprile 2015, Andrea Barcariol
Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, intervistato da IntelligoNews, lancia la sua candidatura (con una lista autonoma) alla presidenza delle Regione Umbria, attacca Alfano per la
Cristiani in mare, Di Stefano (Cpi): “Pronti a una nuova Tor Sapienza. Io in Umbria sfiderò l'immigrazione”
gestione immigrati e invoca un intervento deciso dell’Italia in Libia.

Cristiani gettati in mare dai musulmani nel canale di Sicilia. Come commenta questa notizia?

«E’ una situazione pericolosa in cui ci stiamo andando a infilare. Noi, Salvini, la Meloni, tutti quelli che fanno parte di questo fronte anti immigrazione, lo hanno detto da tempo. Ormai arriva chiunque perché la Libia non è più uno Stato e tutto viene gestito da trafficanti ed estremisti islamici. Nessuno controlla, quindi il pericolo è grande».

Alfano invece sosteneva il contrario.

«Alfano ha gestito tutta la vicenda in una maniera buffonesca, siamo arrivati a chiedere le case dei cittadini per ospitare gli immigrati come ha fatto il presidente della regione Toscana, siamo alla farsa, tra l’altro l’Europa ci ha abbandonato. E’ il momento di andare in Libia e occupare militarmente la costa da dove partono i barconi, è l’unica soluzione, noi gli aiuti li dobbiamo portare lì. Se non lo capiamo continueremo a subire un’invasione che ha già superato la soglia di tolleranza. Il popolo italiano non ne può più di vedere sbandati che girano nei propri quartieri. Coloro che hanno diritto all’asilo politico sono veramente pochi, la maggior parte vengono qui in cerca di fortuna, a cercare occasioni che non ci sono neanche per noi».

Musulmani che gettano in mare cristiani mentre vengono in Italia per essere ospitati. Anche a livello simbolico una vicenda che colpisce.

«E’ paradossale, l’Italia ospita anche il Vaticano, è chiaro che stanno arrivando con le intenzioni più nefaste. Tra l’altro cosa vengono a fare se sono mossi da tutto questo odio».

Siete pronti ad appoggiare la Lega nell’occupazione degli alberghi destinati ai profughi?


«Assolutamente sì, siamo pronti, abbiamo già fatto una cosa simile a Chieti qualche giorno fa, appena verranno individuati i posti noi li occuperemo. Ci sarà una nuova stagione Tor Sapienza».

Come giudica lo stanziamento di 3 milioni di euro al mese dell’Ue per fronteggiare l’emergenza profughi?

«L’Europa non esiste, parliamo di una struttura iper burocratica che gestisce la nostra economia, ma è un club dove le nazioni sono obbligate a stare pur non volendosi bene, pur non essendoci solidarietà. Questo è sottolineato, ad esempio, dall’embargo della Francia verso i prodotti che vengono dalla Puglia. Perché chiamarla Comunità o Unione? E’ inutile appellarsi a un’Europa che non esiste».

Lei si è candidato alla presidenza della Regione Umbria, con una lista autonoma. Come mai non avete condiviso la linea della Lega?

«La rivoluzione politica portata avanti da Salvini, che resta il leader nazionale da contrapporre a Renzi, sembra trovare in alcuni enti locali una maggiore lentezza di attuazione e una totale mancanza di coraggio politico. Questo ci impone, laddove ciò accada, la scelta di un percorso autonomo che sia in grado di rappresentare le istanze sociali, identitarie e radicali che fanno parte di un progetto sovranista di ampio respiro».

Un peschereccio siciliano è stato sequestrato da militari libici. Che segnale è?


«Non mi stupisco più di niente, sono convinto che continuando così, qualche italiano, o di una motovedetta o della Guardia Costiera o un pescatore, ci lascerà le penne. Le nostre regole di ingaggio sono: “Qualsiasi cosa succeda calatevi le braghe”. Bisogna muoversi e anche in fretta».






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