Regionali Fi, Gasparri: “Silvio Spacca e frantuma sinistra nelle Marche. E io twitto a Bagnasco"

17 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Regionali Fi, Gasparri: “Silvio Spacca e frantuma sinistra nelle Marche. E io twitto a Bagnasco'
“Fitto si mette fuori da solo dopo aver rinunciato alla proposta di ricandidatura dei consiglieri regionali uscenti”. “Alla Meloni twitterei così: invece di stappare lo spumante, la Destra contro la Destra”. “Renzi rivede il Senato elettivo? E’ in difficoltà e deve pagare un prezzo”. Tre istantanee dell’analisi del senatore di Fi Maurizio Gasparri nella conversazione con Intelligonews ui temi al centro del dibattito politico, in Parlamento e dentro i ranghi azzurri nel puzzle delle regionali.

Renzi riapre al Senato elettivo e lei rischia di rifare il senatore. E’ contento?

«Io non commisuro il mio futuro politico sulla base di ciò che dice Renzi, vediamo come andrà a finire. Una cosa è certa: Renzi con questa mossa dimostra ambiguità. Evidentemente, adesso deve pagare un prezzo riaprendo al Senato elettivo che peraltro, Fi aveva sempre sostenuto subendo per via dell’accordo del Nazareno una scelta che non condivideva»

E’ il prezzo per non perdere un pezzo del Pd e rischiare di cadere sull’Italicum?

«Renzi paga un prezzo e ciò dimostra che è in difficoltà: evidentemente vuole cedere su quello che gli sta meno a cuore. Il suo è un modo per negoziare: dovendo difendere molte cose ne molla qualcuna che reputa secondaria. Anche se ciò vuol dire rimangiarsi quella che ha considerato la riforma delle riforme, ma del resto Renzi potrebbe rimangiarsi qualunque cosa: sia le cose che dice che quelle che non dice»

Caos Puglia: ma che figura fate con gli elettori?

«Mi dispiace per quello che è successo perché certamente non rafforza il centrodestra, però mi sembra che sia stato un epilogo inevitabile: la settimana scorsa Fitto ha avuto l’opportunità di chiudere la vertenza in modo più che onorevole quando il commissario del partito in Puglia Vitali ha dichiarato pubblicamente che saranno ricandidati tutti i consiglieri regionali uscenti. Fitto poteva riconoscersi in quella proposta; la stampa e l’opinione pubblica lo avrebbero considerato vincitore, ma ha detto di noi rilanciando; quindi evidentemente aveva già deciso di percorrere una strada sua»

Sì’ ma il paradosso è che in Puglia al voto vanno due Forza Italia e due candidati del centrodestra. Qual è la sua valutazione?

«Non c’è dubbio che la frammentazione indebolisce il centrodestra in Puglia. Fitto poteva cogliere l’opportunità che aveva davanti e in quella fase c’era ancora Schittulli candidato di Fi che poi ha detto a noi cosa dovevamo fare. Non accettando la nostra proposta Fitto conferma che aveva preparato un percorso tutto suo»

Quindi è fuori da Fi come ha ripetuto anche oggi Toti?

«Se uno sostiene un candidato contrapposto a quello del suo partito e fa un’altra strada con un altro candidato… Ieri tra l’altro, Fitto ha fatto una conferenza stampa sul Def e a un certo punto un giornalista gli ha chiesto a che titolo parlasse e lui mica ha risposto… avrebbe potuto sollecitare il partito invece di assumere un’iniziativa da solo. Purtroppo è un fatto negativo ma penso che Fitto avesse deciso già da tempo cosa fare»

La Meloni chiede alla Poli Bortone di rinunciare alla sua candidatura alla presidenza della Regione ufficializzata ieri da Berlusconi e accettata dalla stessa Poli Bortone. Se dovesse inviare un tweet al leader di FdI cosa le scriverebbe?

«La Destra contro la Destra, perché la Meloni dice di essere Destra e la Poli Bortone è una delle icone storiche della Destra. Le twitterei così: invece di stappare lo spumante vediamo Destra contro Destra. Ovviamente lo spumante è la candidatura della Poli Bortone. Ma aggiungerei: cara Meloni, fai ancora in tempo…».

Nelle Marche Fi sostiene l’ex Pd Spacca. Pensa che gli elettori possano capire lo schema?

«Va letto in chiave territoriale. Spacca proveniva dall’area centrista, democristiana, era del Pd ma non veniva dal Pci. Ha deciso di rompere col suo partito, c’è stato un lungo travaglio e oggi si determina un fronte largo. E siccome nelle Marche non è facile vincere per il centrodestra da solo perché ha sempre governato il centrosinistra, si tratta di uno schema che va visto e letto in chiave locale con un personaggio locale: è un tentativo locale di ribaltare lo scenario che ha sempre visto prevalere la sinistra»

E in Liguria dove corre Toti?

«I sondaggi ieri davano un testa a testa al 30 per cento. Ho inviato un tweet al cardinale Bagnasco che pubblicamente si è domandato perché le indagini “esplodono in certe ore della storia, delle città, della nazione”. Condivido la riflessione di Bagnasco e del resto noi di Fi, a differenza di una sinistra giustizialista, siamo garantisti con tutti; quindi l’avviso di garanzia alla candidata del Pd Paita non è certo una sentenza ma ho twittato sullo stupore di oggi sulla giustizia a tempo manifestato dal cardinale Bagnasco. Il tweet che gli ho inviato dice così: Signore Paità. Io sono pure cattolico e vado a messa, può darsi che domenica sentirò ripetere ‘Signore Paità’. Ho visto che Minzolini si è arrabbiato per l’uscita del cardinale, io ho preferito twittare con ironia…».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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