Rissa sul barcone, Chaouki (Pd) tuona: “Non tollerabile questa discriminazione delle minoranze cristiane”

17 aprile 2015, Andrea Barcariol
Rissa sul barcone, Chaouki (Pd) tuona: “Non tollerabile questa discriminazione delle minoranze cristiane”
Intervistato da IntelligoNews, il deputato del Pd Khalid Chaouki, responsabile Nuovi Italiani del Partito Democratico, analizza l’episodio che ha visto protagonisti 15 profughi musulmani che, nel Canale di Sicilia, hanno gettato in mare 12 cristiani, dopo una lite per motivi religiosi.

Che idea si è fatto dell'episodio?

«E’ una notizia atroce, siamo di fronte a un fatto inedito, una tragedia nella tragedia. Adesso attendiamo che vengano accertati i fatti dalla magistratura, ma è il ripetersi di un clima di scontro e di discriminazione delle minoranze cristiane che non possiamo tollerare possa avvenire anche in viaggi così disperati, dove tutti condividono un unico destino. E’ una vicenda che deve far riflettere in tutti i sensi, anche sulla gestione del problema».


Quindi aveva ragione la Lega a denunciare il rischio di infiltrazioni di estremisti anche sui barconi?

«Questa vicenda non deve essere assolutamente strumentalizzata per altri fini. Purtroppo fino adesso sono arrivati in Italia centinaia e centinaia di profughi di tutte le religioni senza incidenti di questo tipo. Che l’Europa debba fare di più non lo sostiene solo Salvini, lo ha detto tre mesi fa anche il ministro degli Esteri Gentiloni. E’ chiaro che c’è oggi un’emergenza in Libia, c’è il proliferare della violenza di gruppi terroristici che deve preoccuparci sempre di più e spingere la comunità internazionale a riflettere seriamente su un intervento più concreto per fermare la crescita dell’Isis, anche rispetto alle aggressioni continue in mare subite dai militari e dai nostri concittadini».

L’ultima è di questa mattina ai danni di un peschereccio siciliano sequestrato da militari libici. Che segnale è?

«Questa di oggi è l’ultima di una lunga serie di minacce, a volte anche di attacchi, e rappresenta un segnale di pericolo che non si può sottovalutare. Oltre all’operazione Mare Sicuro che il governo ha messo in piedi e ha il compito di prevenire la presenza di gruppi terroristici tra le bande che gestiscono l’immigrazione, noi pensiamo che, come nello spirito della visita del presidente Renzi oggi a Washington, ci debba essere una consapevolezza che anche in Libia sarà necessario un intervento più diretto della comunità internazionale per fermare l’avanzata dell’Isis. Tutto ciò in attesa di capire a quale risultato possa portare questo dialogo tra fazioni libiche».

Possibile che neanche in condizioni così critiche si riescano a superare gli ostacoli religiosi?

«Fermo restando che le dinamiche vanno accertate è chiaro che i conflitti e le storie di discriminazione che provengono dai Paesi d’origine dei partenti rischiano di essere trasportate anche durante il viaggio verso l’Europa. Noi oltre all’accoglienza dobbiamo essere molto fermi nel percorso di integrazione di questa gente mettendo al primo posto il rispetto dei nostri valori che sono valori di rispetto di tutte le realtà religiose e di contrasto a tutte le forme di violenza. Su questo ci deve essere un impegno importante perché dobbiamo favorire un’accoglienza d’urgenza ai profughi ma nello stesso tempo dobbiamo essere netti nell’emarginare qualsiasi tentativo di azione discriminatoria, in particolare nei confronti delle minoranze cristiane».

Anche a livello simbolico deve ammettere che questa è una vicenda che colpisce molto. Crede possa incidere sull’accoglienza del popolo italiano?

«Il popolo italiano è intelligente e non si fa influenzare da chi cerca di strumentalizzare anche queste situazioni per scopi politici».


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