Landini, Casarini: “Soggetto di sinistra necessario più che mai. Con lui o sotto altre sigle”

17 aprile 2015, Marco Guerra
Landini, Casarini: “Soggetto di sinistra necessario più che mai. Con lui o sotto altre sigle”
Di Marco Guerra

Nessuno osa pronunciare la parola scissione ma nella minoranza del Pd la riforma elettorale e costituzionale rappresenta una mutazione genetica intollerabile. L’ex segretario Bersani parla di “strada aperta al populismo” e se non saranno accettate modifiche, Rosy Bindi vede profilarsi la nascita di  una nuova cosa di sinistra. E, intervistata dal Foglio, il leader della Cgil Camusso dice che non voterà più Pd e che la creazione di un nuovo soggetto esterno ai democratici  sarà "una dinamica naturale". Sulle prospettive di una nuova casa della sinistra italiana, IntelligoNews ha intervistato Luca Casarini, leader dei movimenti della sinistra radicale italiana e candidato alle scorse europee con la Lista Tsipras.

Cresce l’insofferenza verso le politiche di Renzi. Come commenta le parole di Bindi e Camusso circa la nascita di un soggetto a sinistra del Pd?

“Io credo che non ci sia bisogno di qualcosa a sinistra del Pd ma di qualcosa di sinistra in assoluto. E non intendo quella che si nomina da sola e passa il tempo a fare convegni per definire il significato di sinistra ma quella che fa delle cose in direzione della lotta alla povertà  e alla diseguaglianza che caratterizza il nostro Paese. Creare un soggetto di sinistra vuol dire fare qualcosa di concreto per i diritti rispetto all’estremismo di centro che si è impadronito dell’Europa. Insomma questa sinistra si costruisce battendosi per i più deboli, il resto sono chiacchiere”.

Quindi torna prepotentemente di attualità il progetto della Coalizione sociale lanciato da Landini ?

“Le ragioni per le quali Landini ha proposto la colazione sociale hanno sempre più ragione di esistere ogni giorno che passa. Il che significa rimettere al centro, attraverso l’impegno di cittadini e della società civile, i temi fondamentali che sono nascosti da una discussione di palazzo che non importa a nessuno. Poi, se come sembra, il progetto di Landini non ha alcuna velleità di assurgere a partito politico, l’impegno politico delle forze sociali che lo sostengono avverrà necessariamente sotto altre sigle”.

Sembra evidente che non l’appassiona il dibattitto sulla riforma costituzionale…

“Per carità, è un aspetto importante della politica odierna ma più che altro perché va denunciata una tendenza globale ed europea a ridurre gli spazi democratici che nel dopo guerra si erano formati nelle costituzioni. Molti di questi strumenti della democrazia oggi  vengono ridotti a scapito dei popoli che hanno sempre meno margini per  poter incidere sulle decisioni dei governi. Poi oltre alla riduzione degli spazi democratici c’è la rimozione dei valori fondamentali, intendo i diritti umani che erano citati nelle costituzioni  antifasciste. Oggi si mette mano a questi diritti umani perché hanno sempre meno importanza nel modo in cui si concepisce la gestione di un governo. Basta vedere come viene gestito il diritto di asilo mentre migliaia di persone muoiono per raggiungere le nostre coste. Quindi, per capirci, io dico che la modifica della costituzione è solo la registrazione di quello che purtroppo è già avvenuto nei governi e nelle società”.

Riguardo all’Italicum molti agitano lo spettro di un uomo solo al comando. In effetti con questa legge un partito del 20% potrebbe ottenere premier e maggioranza assoluta delle due camere. Lei teme il disegno di Renzi?

“Quello a cui assistiamo non è altro che il tratto distintivo di quella che chiamo la post democrazia. Siamo in presenza di una ristrutturazione fatta dall’alto dei sistemi oligarchici. Con il combinato legge elettorale-eliminazione del Senato avremo tutto centrato sulle nelle mani dell’esecutivo. Questo non è accettabile per un paese che vuole dirsi democratico. Di fatto non saremo più una repubblica parlamentare”.

Come lei sembrano pensarla anche tanti esponenti del Pd, sarebbe pronto ad accoglierli in quel soggetto di sinistra che descriveva prima?

“Ecco, questo è proprio il tema che non mi appassiona: ovvero cosa farà la minoranza del Pd. Uscirà dal partito? Non uscirà? Il vero tema è un altro: c’è qualcuno che intravede la necessità di costituirsi come controparte del disegno autoritario di impoverimento delle persone? Questo è il tema centrale, non quello che accade nel Pd”.

Possiamo dire che il suo è un appello a tutte le persone di sinistra che non vogliono morire renziane?

“Ma vede, io spero che si apra uno spazio di sinistra fuori al Pd non per venire incontro ai soliti personaggi noti che nel Pd iniziano a starci male, ma piuttosto per dare delle risposte ai 10 milioni di italiani a rischio povertà, ai 6 milioni di poveri assoluti fra i quali si contano almeno 1,4 milioni di bambini. Non è più tempo di discutere su cos’è la sinistra ma di combattere le diseguaglianze sociali”.

Siamo tornati ad un discorso di lotta di classe?

 “I super ricchi, i manager che hanno 1350 volte lo stipendio di un operaio, quelli che prendono  liquidazioni  da milioni di euro, quelli che hanno molti miliardi di capitali all’estero possono contare in Europa su molti governi che non gli dispiacciono affatto. C’è quindi bisogno di organizzare l’altra parte della popolazione”.  

E in questo quadro scoppia anche l’emergenza immigrazione. Cosa risponde a Salvini e CasaPound che promettono l’occupazione degli alberghi che saranno assegnati ai profughi?

“Che fra poco è il 25 aprile, la festa della liberazione dai nazi-fascisti”. 

 
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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