Cgia: 29 miliardi di tasse in più dal 2010. Occhio a Imu e Tasi

17 aprile 2016 ore 11:45, Adriano Scianca
Se 29,3 miliardi di euro vi sembrano pochi. Tanto è, infatti, l'ammontare delle tasse supplementari pagate dagli italiani negli ultimi sei anni. A fare i calcoli è stata la Cgia di Mestre, che ha spiegato: "Negli ultimi 6 anni di grave crisi economica le imprese e le famiglie italiane hanno dovuto sostenere uno sforzo fiscale aggiuntivo di ben 29,3 miliardi di euro". Secondo l'associazione degli artigiani veneti, dal 2010 le imposte nazionali e le tasse locali hanno continuato a crescere. Le prime, al netto del bonus da 80 euro, sono salite del 6,1 per cento, le seconde, invece, dell'8 per cento. In valore assoluto quelle nazionali (come l'Irpef, l'Iva, l'Ires e via dicendo) sono aumentate di 21,6 miliardi e quelle locali (Imu, Irap, addizionali comunali e regionali Irpef etc.) di 7,7 miliardi di euro. C'è poi da considerare che, con l'eccezione della Tari (tassa sui rifiuti), l'ultima legge di Stabilità ha posto il veto a incrementi di tassazione a livello locale. 

Cgia: 29 miliardi di tasse in più dal 2010. Occhio a Imu e Tasi
Tra le principali tasse locali, solo l'Irap (-4,2 miliardi pari a una variazione del -13 per cento) ha subito una contrazione abbastanza decisa: tutte le altre, invece, hanno registrato un netto aumento. Tra il 2010 e il 2015 l'addizionale regionale Irpef è aumentata di 3,1 miliardi di euro (+39%). L'anno scorso nelle casse dei governatori sono finiti ben 11,3 miliardi di euro. L'addizionale comunale Irpef è aumentata di 1,4 miliardi (+51%): nel 2015 questa imposta ha garantito ai sindaci un gettito di ben 4,3 miliardi di euro. Ma il vero salasso è arrivato con l'imposta sugli immobili. Se nel 2010 l'Ici consentì ai sindaci di incamerare 9,6 miliardi, nel 2015 con l'Imu e la Tasi i primi cittadini hanno incassato ben 21,3 miliardi (variazione in termini assoluti pari a +11,6 miliardi che corrispondono ad una variazione del +120%). 

"Tra il 2000 e il 2015 - sottolinea il coordinatore della Cgia Paolo Zabeo - la tassazione locale è salita del 46 per cento. Questa impennata è stata dovuta al forte decentramento fiscale iniziato 25 anni fa. L'introduzione dell'Ici, poi sostituita dall'Imu e in parte dalla Tasi, dell'Irap, delle addizionali comunali e regionali Irpef, hanno incrementato il gettito delle tasse locali che è servito a coprire i costi delle nuove funzioni e delle nuove competenze che sono state decentrate alle Autonomie locali. Dai primi anni '90, infatti, le Regioni e i Comuni sono diventati responsabili della gestione di importanti aree funzionali come la sanità, i servizi sociali e il trasporto pubblico locale, senza aver beneficiato di un corrispondente aumento dei trasferimenti dallo Stato centrale. Anzi, la difficoltà nel far quadrare i conti pubblici ha costretto molti esecutivi a ridurre progressivamente i trasferimenti, creando non pochi problemi a molte Autonomie locali che si sono difese innalzando le imposte locali, in particolar modo quelle che nel frattempo sono state introdotte dal legislatore".
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