Renzi e alcune ipocrisie "Popolari"

17 dicembre 2013 ore 15:52, Americo Mascarucci
Renzi e alcune ipocrisie 'Popolari'
Diciamolo chiaramente, che Matteo Renzi inserisse il tema dei diritti civili nel programma del suo Pd era scontato, così come erano prevedibili le sue aperture sulle coppie di fatto e sui matrimoni gay.
Renzi è sì un cattolico, ma di autentica scuola fiorentina; la scuola di don Lorenzo Milani,  Ernesto Balducci, Giulio Facibeni, Danilo Cubattoli, Bruno Borghi, don Enzo Mazzi, la scuola del conciliarismo a tutto campo, senza compromessi, né mediazioni. Quel cattolicesimo che credeva nel dialogo e nella contaminazione con il mondo laico e marxista, convinto che fosse necessario un aggiornamento della fede sul piano dottrinale per meglio rispondere alle sfide della modernità. Per molto tempo, questo cattolicesimo di stampo fortemente rivoluzionario, ebbe il suo nume tutelare in Giorgio la Pira, il “sindaco santo” il quale però, ad un certo punto, verso la fine degli anni sessanta, si trovò costretto a prendere le distanze da tanti suoi sostenitori, entrati in rotta di collisione con la Chiesa per aver denunciato "il tradimento del Concilio Vaticano II" e aver sostenuto le ragioni del sì al divorzio. Il Matteo Renzi che oggi invoca il riconoscimento delle coppie gay è figlio di quei "cattolici per il divorzio" dei travagliati anni 70, cattolici che vissero ai margini della Chiesa ma che furono valorizzati oltre misura dal mondo laico . Un Renzi perfettamente coerente con la sua impostazione culturale. Come si comporteranno ora i cattolici che fanno parte della maggioranza di governo? Sarà interessante vedere all'opera i vari Formigoni, Lupi, Giovanardi, Roccella, Casini. Per non parlare del ministro della Difesa Mario Mauro. Lui, che è uno dei personaggi di spicco del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione, potrà restare sordo davanti a questo  attacco così evidente alla famiglia fondata sul matrimonio? La risposta di Renzi  alle eventuali rimostranze di Mauro circa la necessità di difendere i valori non negoziabili l’immaginiamo già: “Da quale pulpito arriva la predica?” Potrebbe ben dire il sindaco di Firenze. Perché Mauro e gli altri cattolici ciellini più papisti del Papa, tanti scrupoli non si li sono certamente posti quando si è trattato di finanziare il programma di acquisto dei modernissimi, efficientissimi cacciabombardieri F35 o di spendere 22 miliardi di euro per digitalizzare l'esercito italiano. Eppure fra i valori non negoziabili non ci dovrebbe essere pure il ripudio della guerra? Il neo segretario del Pd avrà la strada spianata da questo punto di vista, perché alla sua criticabile coerenza di cattolico progressista, farà da contraltare l'ipocrisia dei cattolici clericali, sempre pronti a compiacere la Conferenza Episcopale per accreditarsi quali interlocutori privilegiati delle gerarchie. E allora, anche l’Italia dovrà adeguarsi al resto d’Europa ed accettare il relativismo legislativo, riconoscendo uguali diritti a qualsiasi tipo di coppia, comprese quelle composte da persone dello stesso sesso? Non sarà facile per Renzi portare a termine la propria missione, perché l’Italia, piaccia o no, non è né l’Olanda, né il Belgio e nemmeno la Francia. I cattolici si faranno sentire e anche la Chiesa, indipendentemente da ciò che si pensa di papa Francesco e di certe sue aperture, non resterà silente di fronte a certe derive laiciste e relativiste. Ma alcuni politici cattolici meno si esporranno e meglio sarà per tutti. Perché i cattolici a fasi alterne, pronti a selezionare i valori da difendere come le mele al mercato, non servono a niente e a nessuno. Ancora meno alla famiglia stessa, bistrattata e lasciata senza sostegno perché, chi dovrebbe aiutarla concretamente, è troppo impegnato ad acquistare i cacciabombardieri F35 (grazie ad un emendamento di Sel presentato alla Camera, forse si riuscirà a risparmiare qualcosa sulle faraoniche spese militari della Difesa).  
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