La strategia anti-razzismo online dei colossi del web. La vittoria della Germania

17 dicembre 2015 ore 9:41, Andrea Barcariol
La strategia anti-razzismo online dei colossi del web. La vittoria della Germania
Un passo in avanti nella lotta al razzismo e una brutta notizia per i leoni da tastiera. Arriva dalla Germania dove Facebook, Twitter e Google hanno sottoscritto la legge tedesca contro i messaggi di hate speech, che incitano all’odio, molto diffusi in rete dopo la decisione della Merkel di accogliere migliaia di rifugiati dalla Siria. "Quando i limiti della libertà di espressione sono scavalcati, quando si raggiunge un punto che ha più a che fare con espressioni criminali, con l'incitamento all'odio ed i reati come le minacce alle persone, tali contenuti devono essere eliminati" - ha sottolineato il ministro della giustizia tedesca Heiko Maas. Questo tipo di reati in Germania vengono punti con il carcere da tre mesi fino a cinque anni. Un esempio, quello tedesco, che anche altri Paesi dovrebbero seguire.
Berlino ha convinto i più grandi operatori della Rete a intervenire entro 24 ore dalla richiesta di rimozione di contenuti ritenuti inopportuni: questo sarà possibile perché all'interno delle tre aziende ICT saranno istituiti "team specializzati" a ricevere le richieste in base alla normativa rilevante tedesca e non solo "rispetto alle condizioni di utilizzo di ciascun servizio".

La strategia anti-razzismo online dei colossi del web. La vittoria della Germania
Il governo tedesco aveva accusato Facebook di non far nulla per rimuovere i messaggi razzisti e la schermaglia avrebbe potuto trasformarsi in un processo penale a quattro manager. Anche a Google è recentemente intervenuto per rimuovere una carta interattiva della Germania con indicati centinaia di centri di accoglienza per rifugiati che alcuni estremisti di destra tedeschi avevano condiviso online grazie al servizio Mappe del gigante californiano. La carta interattiva era stata segnalata da centinaia di utenti, che avevano manifestatio preoccupazioni per le ripercussioni razziste dell’iniziativa: al link della mappa, intitolata: 'No ai richiedenti asilo nel mio vicinato', oggi si legge un messaggio di Google che avverte che quel contenuto viola le linee guida dell'azienda.
Al momento non è chiaro se i contenuti saranno completamente rimossi o se sarà solo bloccato l'accesso dalla Germania e se saranno interessati solo i contenuti prodotti nel paese





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