Attacchi Parigi, niente perquisizioni di notte in Belgio e Salah è fuggito nel mobile

17 dicembre 2015 ore 10:54, Americo Mascarucci
Attacchi Parigi, niente perquisizioni di notte in Belgio e Salah è fuggito nel mobile
Mentre in Francia il presidente Francois Hollande e il governo socialista tentano di convincere l’opinione pubblica circa la necessità di misure d’emergenza destinate a limitare le libertà individuali per poter meglio prevenire e combattere il terrorismo, nel confinante Belgio invece avviene un fatto che definire sconcertante è puro eufemismo. 

Salah Abdeslam, uno degli autori delle stragi di Parigi ricercato praticamente dai servizi segreti di tutta Europa sarebbe sfuggito ancora una volta alla cattura grazie ad un tassativo rispetto delle regole. Attenzione, non si tratta di un’indiscrezione o di una bufala mediatica visto che la circostanza è stata confermata da una fonte più che autorevole: il ministro della Giustizia belga Koen Geens e non in privato ma davanti ai microfoni di un’emittente pubblica. 
Il Ministro ha rivelato che Salah sarebbe stato localizzato "a Molenbeek" nella notte tra il 15 e il 16 novembre, dopo gli attacchi, ma che non è stato arrestato perché il codice penale belga impedisce le perquisizioni notturne tra le 23 di sera e le 5 mattina.    
Secondo la RTBF, la tv pubblica belga, Salah sarebbe riuscito a scappare sotto il naso della polizia nascondendosi in un mobile e in un veicolo sfruttando un trasloco in corso nella via dove si nascondeva a Molenbeek, al n. 47 di rue Delaunoy, tra il 15 e il 16 novembre. 

Ma stiamo scherzando? No, purtroppo non si sta affatto su “Scherzi a Parte” ma nella realtà dei fatti. Un pericoloso terrorista, sospettato di essere l’autore di una strage, viene localizzato ma non viene arrestato perché la Polizia è tenuta a rispettare la legge. E siccome la legge belga vieta di arrestare le persone di notte, ecco che al terrorista è stato concesso tutto il tempo necessario per scappare. Fuggendo per altro in modo anche beffardo, ossia mettendo in ridicolo le forze di sicurezza. 

Possibile che non ci fosse un modo per aggirare una legge tanto assurda? Possibile che di fronte alla minaccia di un pericoloso terrorista che potrebbe tornare a colpire ancora con nuovi attentati e compiere nuovi stragi, il rispetto della legge debba prevalere sulla sicurezza delle persone? Si dirà che le regole dello stato di diritto debbono valere per tutti i cittadini, anche per Salah, ma poi non ci si può proprio lamentare se di eccesso di garantismo si può morire. Naturalmente le dichiarazioni del ministro belga hanno scatenato le polemiche sui social network dove appunto in tanti hanno criticato l’eccesso di prudenza utilizzato dagli inquirenti. Perché in fondo, se Salah fosse stato catturato in piena notte forse nessuno si sarebbe scandalizzato del fatto che l’arresto era avvenuto in violazione della legge. Una vicenda che rischia di prestare il fianco alle accuse di quanti sostengono che gli attentati di Parigi fossero stati programmati e organizzati dai servizi segreti per giustificare l’intervento militare in Siria da parte dell’Europa o che addirittura Salah non esista proprio, sia cioè un personaggio inventato e costruito a tavolino per tenere l’Europa sotto la costante minaccia di nuovi attacchi. 

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