Che fine ha fatto Ivano Fossati?

17 dicembre 2015 ore 11:08, intelligo
di Anna Paratore

Che fine ha fatto Ivano Fossati?
Sarà l’aria di mare, i profumi del Mediterraneo, o quello delle trenette al pesto, ma Genova e la Liguria tutta fanno bene ai cantautori così, in quella splendida zona dell’Italia, ne sono nati di eccezionali. Oggi vi vogliamo ricordare uno di loro, per noi e per molti altri uno dei più bravi. Sia chiaro, questo musicista è vivo e vegeto e, per quello ce ne sappiamo, gode di una discreta salute ma è uno che, con una mossa così poco consona agli italiani, nel 2012 ha salutato il suo pubblico annunciando di ritirarsi a vita priva e, quel che colpisce ancora di più, l’ha fatto davvero. Vi stiamo parlando di Ivano Fossati.
Genova, 1951. Nasce Ivano, da Germana che lavora al teatro dell’opera e da Aldo, che non si sa bene se lavori o meno perché se ne va da casa che Ivano ha circa un anno, e da allora fa perdere le proprie tracce. A crescere Ivano ci pensano perciò mamma Germana e nonno Alberto Ricci, operaio ma, a detta dello stesso Ivano, uomo perfetto per crescere, imparare i valori come l’onestà, la bontà e la lealtà. Quanto basta, insomma, per diventare una persona per bene.

Inoltre, con mamma che lavora al teatro dell’opera, e uno zio direttore d’orchestra, Ivano acquisisce già una discreta conoscenza con il pianoforte, il clarinetto, l’organetto, il flauto traverso e per finire con la chitarra elettrica. Si dà da fare il ragazzino e a 15 anni è nel suo primo complesso beat, “I Poeti”. Non diventeranno i Beatles, ma è un inizio. Così comincia una girandola di gruppi, fino ad arrivare ai Sagittari che alla fine diventeranno i Delirium, e quest’ultimo gruppo si butta su un interessante progressive rock, primo in Italia. Poi, nel 1971, Ivano arriva al festival pop di Viareggio e lì canta Dolce Acqua, mettendosi in evidenza per le sue doti da cantante. Il successo arriva però l’anno dopo, al Festiva di Sanremo, dove il gruppo presenta Jesahel, un brano che all’epoca diventa notissimo. E così, l’anno successivo Ivano lascia i Delirium e si lancia nella carriera da solista. Il suo primo album è Il grande mare che avremmo attraversato. In questi anni, Fossati conosce il musicista Oscar Prudente con il quale darà luogo ad una stretta collaborazione e a una consolidata amicizia. Insieme i due scrivono brani anche per Morandi.

Poco dopo, Ivano conosce anche Mia Martina, una delle più belle voci femminili della musica italiana di sempre. Nasce una collaborazione, ma anche un amore. Fossati è inarrestabile come compositore e sforna un pezzo dopo l’altro, quasi sempre di buon o alto livello, e sempre di più trova estimatori, fan che lo seguono anche come autore, non solo come interprete. Lui distribuisce i suoi pezzi ad Anna Oxa, la bellissima Un’emozione da poco, a Loredana Bertè, che ha un grande successo con Dedicato, a Mina, che canta Non può morire un’idea, a Marcella Bella, che porta nei suoi concerti in tutta Italia Mi vuoi, fino a Patty Pravo con Pensiero stupendo, trasgressiva e unica, composta nel 1978 e trasformatasi in un evergreen. E Ivano vince il Telegatto come migliore autore dell’anno. Poi nel 1979 compone e canta La mia banda suona il rock, e alzi la mano chi non ha canticchiato questa canzone almeno una volta nella vita.

Fossati continua a non fermarsi. E’ un vero talento, è un grande della musica, di apparire non gli interessa, al limite nemmeno di vendere, quello che vuole è poter vivere immerso nella sua musica. Sperimenta con artisti quali Robert Palmer, Sting, Irene Cara. Compone Non sono una signora, e la dà alla Bertè, mentre tiene per se stesso La musica che gira intorno. Poi collabora anche con De Gregori e Paolo Conte. Dagli anni ’80 agli anni 2000 la sua vena di autore non si esaurisce mai, anche se continuamente modifica stile e si lascia influenzare dalle nuove tendenze. Sarebbe impossibile per noi elencare tutti i titoli della sua enorme produzione, sia come cantante che come interprete, basti dire che con gli anni 2000 si avvicina anche ai ritmi caraibici, come nelle canzoni La bellezza stravagante e Io sono un uomo libero, la cui traccia può essere ritrovata nell’album di Adriano Celentano Esco di rado e parlo ancora meno. Il 15 ottobre 2004 incide un nuovo live denominato Dal vivo volume 3 - Tour acustico. Il disco costituisce, come suggerisce il titolo, la prosecuzione ideale dei due live precedenti, Dal vivo volume I - Buontempo e Dal vivo volume 2 - Carte da decifrare. Nel 2008 partecipa alla colonna sonora del film Caos Calmo, di Nanni Moretti. L’amore trasparente, il brano che scrive per l’occasione, gli vale il David di Donatello e Il Nastro d’argento per la miglior canzone. Partecipa, in via eccezionale, ai memorial per gli amici Fabrizio De Andrè e Giorgio Gaber. Nel 2010 scrive per Anna Oxa Tutto l'amore intorno, singolo che segna il ritorno sulle scene musicali della cantante. Il brano, eseguito anche dallo stesso Fossati, esce nelle radio il 20 agosto 2010.
Poi, nel 2012 si chiama fuori. Lo fa con parole pacate e serene. A Fabio Fazio dice: “Ho sempre pensato che, alla mia età, avrei voluto cambiare. Mi sono sempre chiesto se al prossimo disco avrei potuto garantire la stessa passione che mi ha portato fino a qui. Non credo che potrei ancora fare qualcosa che aggiunga altro rispetto a quello che ho fatto fino ad ora. Il prossimo sarà l’ultimo tour”. Detto fatto. La sua ultima esibizione televisiva è andata in onda in il 23 gennaio 2012, negli studi del programma Che tempo che fa, trasmesso da Rai3.

A quel punto, dopo aver smesso come cantautore e musicista apre la fase narrativa pubblicando il romanzo Trentacinque, che sembra una sorta di autobiografia romanzata. Del suo libro dirà: “Ho scritto Tretrecinque perché gran parte dei pensieri, dei fatti e dei personaggi che lo compongono non avrebbero trovato spazio nelle canzoni. Nemmeno lungo gli anni. Non tutto può essere cantato al ritmo della musica. Bisogna chiudere gli occhi, immaginare, prendersi del tempo e provare a raccontare. E riuscire a raccontare è tanto, forse è meglio di tutto”. Forse… ma per noi anche i suoi “racconti” in musica erano stupendi.
autore / intelligo
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