Migrantes, Mediterraneo ancora tomba di profughi: altri quattro bimbi morti sulla costa turca

17 dicembre 2015 ore 11:40, intelligo
Migrantes, Mediterraneo ancora tomba di profughi: altri quattro bimbi morti sulla costa turca
Il Mediterraneo è diventato la tomba dei bimbi-profughi. Non bastava lo strazio dei corpi di uomini e donne che in fuga dalla morte l’hanno invece, incontrata sulle onde del Mare Nostrum; adesso c’è anche il dramma dei bambini che non ce la fanno, che non si salvano se il barcone si capovolge, se le loro vite non vengono considerate niente dai trafficanti di morte. L’ennesima strage di piccole vite, stavolta è accaduta nelle acque dell’Egeo. Al largo delle coste turche, sono stati rinvenuti i corpi di sei bambini annegati in due diversi naufragi di barconi stracarichi di migranti. In particolare, due bambini iracheni di 2 e 6 anni indossavano ancora i giubbotti salvagente: i loro corpicini sono stati recuperati da alcuni pescatori nella zona di Cesme, nella provincia di Smirne. Ieri, il gommone su cui hanno tentato di arrivare in Europa, forse diretto nell’isola greca di Chios, si è rovesciato. Ma nelle stesse ore gli uomini della guardia turca hanno soccorso più di duecento migranti in gravi difficoltà. Altre quattro piccole vittime – si tratta di bambini tra i 2 e i 6 anni di età – sono state rinvenute al largo di Bodrum, a circa 250 chilometri di distanza dal punto dove gli altri piccoli corpi sono stati identificati. In questo caso, i piccoli profughi sono morti dopochè il barcone sul quale viaggiavano, diretto alle isole greche (meta di sbarco più battuta nella rotta Turchia-Balcani) improvvisamente ha imbarcato acqua e si è poi inabissato. Gli uomini della guarda costiera turca, sono riusciti a soccorrere e mettere in salvo 58 migranti, tutti provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan. Solo qualche giorno fa (era il 27 novembre), altri sei bambini erano morti nel Mediterraneo (dopo la bimba affogata il giorno prima al largo delle coste turche e il piccolo Aylan trovato cadavere sulla spiaggia) e anche in questo caso in due distinti naufragi. 

I dati della Fondazione Migrantes, fanno davvero paura: dall’inizio dell’anno sono più di settecento i bambini che tentavano di raggiungere l’Europa e invece, sono morti nel Mediterraneo. Dati che il direttore generale della Fondazione, monsignor Gian Carlo Perego denuncia come gravissimi. Non solo: secondo il monitoraggio di Migrantes le vittime dei naufragi sono più che raddoppiate nel 2015 rispetto all’anno precedente, passando da 1600 a oltre 3200. “L’Europa che trova sempre risorse per bombardare, non trova risorse per salvare vittime innocenti” ammonisce monsignor Perego per il quale “l’operazione Triton non ha saputo rafforzare il salvataggio in mare delle vite umane rispetto all’operazione italiana Mare Nostrum: una vergogna che pesa sulla coscienza europea”.

LuBi  

autore / intelligo
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