Adesione massiccia dei medici, strategia-assunzioni di Lorenzin non passa: i numeri

17 dicembre 2015 ore 12:54, Americo Mascarucci
Adesione massiccia dei medici, strategia-assunzioni di Lorenzin non passa: i numeri
Il Sindacato dei Medici italiani (Smi) esprime soddisfazione per la massiccia partecipazione allo sciopero indetto ieri. Secondo le stime, il 75% dei medici avrebbe incrociato le braccia tanto negli ospedali che nel territorio. 
Nuove mobilitazioni sono in programma a gennaio con la proposta di uno sciopero telematico e una disobbedienza civile generale contro i compiti burocratici, definiti dal sindacato impropri, che appesantiscono l'attività dei medici.
 Lo sciopero ha avuto successo e ha registrato un'ampia partecipazione nonostante gli annunci e le rassicurazioni sullo sblocco delle assunzioni annunciato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il Ministro ha annunciato la messa in campo di 329 milioni come cifra stimata necessaria per le 6mila assunzioni, stima tuttavia definita èin eccesso "poiché le regioni - spiega la Lorenzin - dovranno presentare il loro reale fabbisogno entro febbraio, e a quel punto i numeri potrebbero essere rimodulati sulla base delle esigenze effettive. Intanto, per fare fronte all’emergenza innescata dall’entrata in vigore della direttiva Ue che impone limiti precisi all’orario di lavoro dei medici, dal primo gennaio 2016 le Regioni potranno iniziare ad assumere con contratti flessibili e a marzo, sulla base dei fabbisogni, le Regioni indiranno i concorsi finalizzando il 50% dei posti per la stabilizzazione dei precari. Le risorse finanziarie necessarie - ha assicurato Lorenzin - arriveranno dai risparmi che deriveranno dalle norme introdotte dalla Legge di stabilità, dalla centralizzazione delle procedure di acquisto di beni e servizi ai piani di rientro aziendali”.

Rassicurazioni che come detto non hanno però soddisfatto i medici: "Diciamo al Governo - spiega Pina Onotri segretario generale dello Smi - che non crediamo più agli assegni in bianco, alle promesse di investimenti per le assunzioni derivanti dai presunti risparmi delle Regioni. Sui precari, sugli orari di lavoro, sulle carenze di personale, sulla modernizzazione delle cure primarie e del sistema di emergenza e del territorio, sulla complessiva qualità dei servizi per i cittadini, vogliamo risposte chiare, con risorse certe. No a giochi di prestigio".
Insomma le promesse della Lorenzin non sarebbero a detta dei medici supportate dalla concretezza e rischierebbero di rivelarsi impraticabili dal punto di vista giuridico ed economico, in quanto prive delle necessarie coperture economiche. Ecco perché la mobilitazione continua. 
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