Pontoglio, Puppato attacca: "Quel cartello è anticostituzionale"

17 dicembre 2015 ore 13:43, Andrea De Angelis
Pontoglio, Puppato attacca: 'Quel cartello è anticostituzionale'
Il Sindaco e la Giunta Comunale di Pontoglio (Brescia) hanno deciso di installare agli ingressi del Comune dei nuovi cartelli
di segnaletica stradale per “ricordare le caratteristiche storiche del nostro paese”.
Il primo cittadino, con una delibera comunale, ha inserito nella segnaletica stradale dei nuovi cartelli così riportanti: "Paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana, chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene". Spiega il sindaco in una nota: "Oggi viviamo una fase di passaggio, molti invocano con insistenza la sicurezza intesa come salvaguardia dei propri ambiti di vita ma anche come salvaguardia della propria cultura, dei propri valori e delle potenzialità del proprio territorio. A fronte di tali istanze, sarà nostro compito garantire il rispetto delle regole di educazione e del vivere civile da parte di tutti, salvaguardare la nostra cultura e le nostre tradizioni, valorizzare quanto più possibile il nostro territorio".
Contattato telefonicamente, come riporta ilgiornaleditalia.it, il sindaco Alessandro Seghezzi ha spiegato: "Ponteglio è un comune dove il 16% della popolazione è formato da extracomunitari, massimo rispetto per loro e per la loro cultura, ma esigiamo il solito rispetto verso le nostre tradizioni. Diversamente sarebbe un razzismo al contrario". 

Pontoglio, Puppato attacca: 'Quel cartello è anticostituzionale'
IntelligoNews ha contattato a tal proposto la senatrice democratica Laura Puppato, già consigliere regionale del Veneto e sindaco del comune di Montebelluna (Treviso). 
Inizialmente la sua risposta si è concentrata sull'aspetto giuridico della vicenda: "Partiamo dall'aspetto normativo, non compete a un Comune riportare un divieto di accesso, di presenza o residenza. Lo trovo addirittura anticostituzionale - ha detto Puppato - perché il rispetto della religione, di qualunque fede è certamente non discutibile, non contraddicibile da cartelli stradali". 
Poi la senatrice si è soffermata sul significato politico: "Questo rientra in quelle manifestazioni becere, possiamo tranquillamente definirle così, che vediamo ormai purtroppo quasi quotidianamente". E su quale fosse l'intento aggiunge: "Per salvaguardare una presunta identità in realtà, come dice Malala Yousafzai, si crea una situazione opposta. Si alimentano cioè tensioni ed estremismi". 


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