Utero in affitto? Contro i diritti umani. Lo dice anche il Parlamento Ue

17 dicembre 2015 ore 14:08, Marta Moriconi
Utero in affitto? Contro i diritti umani. Lo dice anche il Parlamento Ue
Non esiste più una ragione per difenderlo. Lo dice l'etica, la tradizione, la morale, il buon senso ma ora anche la legge. L'"utero in affitto" è stato stoppato dal Parlamento europeo. Alla fine sono tutti d'accordo che riduce la donna in merce come succede nei Paesi in via di Sviluppo.
Un messaggio forte e deciso che viene dall'assemblea plenaria al Parlamento europeo all’interno della discussione del Rapporto annuale sui diritti umani come da emendamento preparato da Cristian Dan Preda, popolare rumeno.
Il Rapporto sui diritti umani detta quindi una svolta importante, che già era stata abbracciata da attori e femministe per esempio qui Italia. Non ultimo il caso di Ricky Tognazzi che ha spiegato le ragioni del suo no all'utero in affitto. 
Ecco il paragrafo in questione: si condanna la pratica della maternità surrogata, che mina la dignità umana della donna, visto che il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usate come una merce. Ma fa di più il testo. Prevede che la pratica della maternità surrogata, che usa i corpo umano per profitti finanziari o di altro tipo, deva "esser vietata e trattata come questione di urgenza negli strumenti per i diritti umani".

E non è una questione di qualche minoranza. Il testo emendato è stato approvato in tre commissioni parlamentari in larghissima maggioranza. 
Sinistra e Liberali alla fine l'hanno dovuto votare gruppo dei Liberali che avrebbero preferito un voto separato. 
Ma non c'è solo la condanna della surrogazione di maternità, passa invece l'identità di genere, l’accesso a istituti legali, il facile acceso all’aborto sicuro... 
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